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    26/09/2026

No alla droga, sì alla vita

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Montefalcione, tavola rotonda su droga e alcoolMONTEFALCIONE – Alunni, docenti, genitori, amministratori, magistrati, rappresentanti delle forze dell’ordine, psicologi: tutti insieme a Montefalcione, nel palazzetto dello sport, per confrontarsi su “droga e alcol” nel corso di una tavola rotonda organizzata da Antonio Di Giovanni, vicepresidente del consiglio d’istituto della scuola media “Giovanni XXIII”. Una mattinata diversa dalle solite, quella vissuta dalla popolazione scolastica del piccolo centro irpino, utilizzata per informare e sensibilizzare i giovani e le loro famiglie sugli effetti e i rischi derivanti dall’abuso di alcol e droga. Scienza, esperienza e competenza si sono incontrate durante la tavola rotonda preceduta da una breve preghiera officiata da don Paolo Luciano, parroco della comunità di Montefalcione, e dal saluto dei ragazzi della scuola media che hanno suonato e cantato l'inno di Mameli.

Dopo i saluti del preside dell’istituto Antonio Petrillo e del sindaco Maria Antonietta Belli, si è entrati nel vivo della discussione con gli interventi dei numerosi relatori che hanno affrontato le varie problematiche sia sul piano normativo che medico. Si è parlato del ruolo della famiglia, della scuola e dell’intera società, poi sono state analizzate le leggi che affrontano questi delicati problemi. Hanno preso la parola il presidente del consiglio dell’ordine degli avvocati di Avellino Fabio Benigni, la penalista e docente in materie giuridiche ed economiche Giulia Santillo, componente dell’associazione dei giovani penalisti irpini, l’avvocato Massimo Passaro. Presenti ai lavori anche il maresciallo della locale stazione dei carabinieri Francesco Ucciardello e i rappresentanti del forum giovani. Non è mancata la testimonianza di chi, giorno dopo giorno, si confronta con tragedie e sofferenze, come la psicologa e consulente tecnico in ambito giuridico Rosa Bruno. E di chi cerca di strappare giovani, ma anche tanti adulti, e le loro famiglie dalla schiavitù della droga come nel caso della responsabile terapeutica de “La Casa sulla Roccia” Pina Pedicini.

Particolarmente toccante la testimonianza di Raffaele, destinatario del programma terapeutico della “Casa sulla roccia” che ha raccontato la sua storia: le “crisi”, le difficoltà, il recupero e la rinascita. Le conclusioni sono state affidate al sostituto procuratore della Repubblica di Avellino Maria Luisa Buono che ha esortato i ragazzi dicendo: “Noi siamo venuti qui, oggi, per lanciare una sfida alla vita, perché l’abuso di alcol e di sostanze stupefacenti è una negazione alla vita. Voi dovete sfruttare la vostra intelligenza per scegliere di vivere, studiare, affermarvi”.

Soddisfatto Antonio Di Giovanni: “Vogliamo sensibilizzare i giovani su queste tematiche importanti. Il prossimo convegno affronterà altre due emergenze della nostra società: la dipendenza da gioco e il doping nello sport”.

 

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