ATRIPALDA – Non c’è pace a Palazzo di Città. Il Comune di Atripalda apre l’anno nuovo così come aveva terminato quello vecchio: in emergenza continua. Dopo otto mesi alla guida della città del Sabato, il sindaco Paolo Spagnuolo sembra sia stato costretto ad una nuova “scelta” professionale: dall’avvocatura alla sartoria. Tessere i fili della propria maggioranza, lacerata da continui strappi e da discussioni infinite su tessuti e trame dalle fogge differenti. Una crisi politica nettissima, che ormai va avanti da più di un mese.
La nomina di un esterno come assessore, Concetta Tomasetti, 58 anni, esponente della società civile, moderata e cattolica, sembrava aver tolto le castagne dal fuoco al sindaco, risolvendo il problema della cosiddetta quota rosa all’interno dll’esecutivo, come imposto dalla sentenza del Tar (le fa posto l’ex socialista Musto, da poco dichiaratosi indipendente). E chiudendo la discussione con il Pd che ambiva a riempire un’altra casella – con Aquino – dopo quella del vicesindaco Tuccia.
La Tomasetti, che attende di mettersi all’opera, raccoglie la delega al Lavoro, i comitati e le periferie. È proprio sulla ridistribuzione delle deleghe che è saltato il tappo del partito di maggioranza, l’Udc, che ha deciso di congelare i propri assessori, Giuseppe Spagnuolo e Antonio Iannaccone. Uno dei motivi, o delle “colpe” affibbiate al sindaco, lasciare la delega agli Alloggi popolari a Prezioso (Fli), tenendo per sé Trasparenza e partecipazione. «La mia priorità è ridiscutere l’organico comunale, precisa il sindaco. Le deleghe verranno affrontate in un secondo momento».
I guai più seri, dunque, per Spagnuolo arrivano direttamente dallo scudocrociato, dove si segnala l’ultima tra le defezioni, quella di Tonino Acerra, che decide di abbandonare il direttivo dell’Udc, ma non il partito. «È un pessimo spettacolo, ormai discutono soltanto di deleghe, e non dei problemi della città – afferma Acerra – che si vede «costretto» a fondare l’ennesimo movimento civico per dare un «contributo, non in contrapposizione a qualcuno».
Allo stesso tempo, Prezioso, con una strana uscita su Facebook si dice «poco sereno nella sua attività che, in settori “nevralgici” come i rifiuti e l’edilizia residenziale pubblica, evidentemente ostacola le speculazioni economiche di “qualche potere occulto” (ma non troppo occulto)». Apriti cielo. Il segretario dell’Udc, Mastroberardino, non ci sta e richiama il “futurista” all’ordine: «O Prezioso ritratta e ci spiega che si è trattato di uno sfogo da bar oppure presenti una denuncia. Non possiamo permetterci un polverone mediatico per accuse pasticciate».
Una tensione generalizzata che non sembra sia stata ammorbidita dalle parole del primo cittadino, autore di una lettera aperta indirizzata alla stampa dove si rivolge a tutti i partiti in veste di «garante della coalizione», chiedendo che si affrontino gli impegni futuri con «condivisione ed entusiasmo», riconoscendo di «aver perso di vista il cittadino, nostro interlocutore unico ed esclusivo», al momento partecipe di un dialogo scarso e incomprensibile.
Del clima, comunque, che si respira tra i vari schieramenti ne sapremo qualcosa di più martedì prossimo, 22 gennaio, quando si riunirà, su richiesta delle opposizioni, il Consiglio comunale (ieri, intanto, c’è stata la riunione della giunta). Ma, probabilmente, per riportare un po’ di ordine all’interno della civica amministrazione della città del sabato dovremo attendere l’esito delle Politiche di febbraio che potrebbe ridisegnare nuovi rapporti di forze.




