SAN MANGO SUL CALORE – “Questa mattina sono stato presente, insieme ad altri sindaci del territorio che ringrazio di cuore per la solidarietà dimostrata, all'assemblea che si è svolta davanti ai cancelli dello stabilimento Arcelor Mittal di San Mango sul Calore.
Ho voluto ribadire con forza, guardando negli occhi i lavoratori e le loro famiglie, che l'amministrazione comunale e l'intera comunità di San Mango sono e saranno sempre al loro fianco in questa difficile battaglia. Non si tratta solo di numeri o statistiche: parliamo di 70 famiglie, di 70 storie, di 70 vite che rischiano di essere travolte da una decisione calata dall'alto che non possiamo accettare.
Sono in contatto costante con la Regione Campania, con i nostri consiglieri regionali e con i parlamentari irpini, che ringrazio per l'immediata disponibilità dimostrata. Stiamo lavorando incessantemente per trovare soluzioni concrete che scongiurino questa chiusura.
Lunedì sarò presente davanti alla prefettura di Avellino insieme ai lavoratori e ai sindacati, per far sentire forte e chiara la voce di San Mango e dell'intera provincia. Invito tutti i cittadini e le istituzioni che possono a partecipare: è importante dimostrare che siamo una comunità unita e solidale.
La dignità del lavoro è un diritto che non può essere calpestato. Dietro ogni posto di lavoro c'è una famiglia, ci sono progetti di vita, c'è il futuro del nostro territorio. Non permetteremo che le logiche del profitto cancellino decenni di storia industriale e di sacrifici. San Mango non si arrende. Insieme, uniti, possiamo e dobbiamo vincere questa battaglia”.
Così il sindaco di San Mango sul Calore, Teodoro Boccuzzi sul profilo Facebook dell’amministrazione comunale.
Aggiornamento del 13 marzo 2025, ore 14.25 - M5S, Ciampi: “Arcelor Mittal, Governo e Regione intervengano”- “La storica fabbrica Arcelor Mittal di Luogosano - San Mango sul Calore è a rischio chiusura. Con una comunicazione brutale, l’azienda ha annunciato il licenziamento di 70 lavoratori. Sono al fianco degli operai in questa fase drammatica e chiedo un intervento immediato del governo, in particolare del ministero delle Imprese e del Made in Italy, e della Regione Campania per avviare tavoli di trattativa con l’azienda e scongiurare la chiusura. È evidente che il nostro sistema industriale ha bisogno di una revisione strategica fondata sulla sostenibilità e sugli investimenti in ricerca e sviluppo. Rinviare la transizione ecologica a un futuro indefinito significa condannare intere filiere produttive all’obsolescenza e alla chiusura. Servono nuovi investimenti per rendere le imprese competitive, evitando che il peso della crisi ricada unicamente sui lavoratori. Non possiamo ignorare che molte delle aziende oggi in difficoltà hanno beneficiato di ingenti finanziamenti pubblici, prima attraverso le agevolazioni post-sisma, oggi con le zone economiche speciali (Zes). È necessario vincolare questi imprenditori a investimenti periodici in innovazione, per garantire stabilità e continuità produttiva nei territori in cui operano”. È quanto dichiara il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Vincenzo Ciampi.
“Chiedo l’apertura immediata di tavoli di confronto presso la Regione Campania e il ministero delle Imprese e del Made in Italy. I lavoratori di Arcelor Mittal non possono essere lasciati soli e la politica ha il dovere di intervenire con determinazione per difendere il lavoro e il futuro industriale del nostro territorio”.
Aggiornamento del 13 marzo 2025, ore 16.17 - Arcelormittal, D’Agostino(fF): unire filiera istituzionale per evitare licenziamenti - “La chiusura dello stabilimento della ArcelorMittal rappresenta una minaccia non solo per la comunità di San Mango sul Calore, ma per l’intero tessuto produttivo irpino. È fondamentale, ora più che mai, unire la filiera istituzionale a tutti i livelli, dalle amministrazioni locali alla Regione, fino al governo nazionale, per scongiurare una decisione che avrebbe conseguenze devastanti.” Così in una nota l’on. Angelo Antonio D’Agostino, responsabile nazionale del dipartimento Innovazione e sviluppo di Forza Italia e segretario provinciale di Avellino.
“Non possiamo permettere che un’area già provata da difficoltà economiche e sociali subisca un ulteriore colpo - aggiunge D’Agostino. “La chiusura dello stabilimento di San Mango non sarebbe solo un dramma per i lavoratori, ma un vero e proprio disastro per l’indotto e per l’intero territorio. L’Irpinia ha dimostrato, nel corso degli anni, una straordinaria capacità di resilienza, ma le nostre comunità non possono sopportare ulteriori sacrifici. I licenziamenti, se confermati, genererebbero un effetto a catena che coinvolgerebbe piccole e medie imprese, attività commerciali e servizi, con ripercussioni sociali difficili da quantificare”.
“È indispensabile, pertanto, attivare con il supporto del ministero delle imprese e del Made in Italy ogni possibile canale di dialogo con la proprietà, esplorando soluzioni alternative alla chiusura e garantendo il sostegno necessario per mantenere viva questa realtà produttiva. Forza Italia, ad ogni livello, con il supporto del viceministro Valentino Valentini, sarà al fianco dei lavoratori e delle istituzioni locali in questa nuova battaglia”, conclude.
More images...Aggiornamento del 12 marzo 2025, ore 17.57 - Arcelormittal chiude lo stabilimento di San Mango. Boccuzzi: pronti alla mobilitazione" - È con profonda preoccupazione che apprendo la decisione assunta nel pomeriggio odierno da parte di Arcelormittal di chiudere lo stabilimento di San Mango sul Calore. Una scelta che, se confermata, rappresenterebbe un colpo devastante non solo per la nostra comunità, ma anche per l'economia irpina". È quanto scrive in una nota Teodoro Boccuzzi, sindaco di San Mango sul Calore.
"Lo stabilimento di San Mango rappresenta un pilastro fondamentale dell'economia locale - sottolinea il sindaco - con oltre 70 dipendenti diretti e un indotto che coinvolge centinaia di altre famiglie. La chiusura avrebbe conseguenze drammatiche per il tessuto socio-economico già fragile della nostra provincia, aggravando ulteriormente la situazione occupazionale in un territorio che già soffre di spopolamento e carenza di opportunità lavorative".
"Come primo cittadino - aggiunge Boccuzzi - non posso accettare una decisione che ignora completamente le ricadute sociali sul nostro territorio. Sono pronto insieme agli amministratori di San Mango e dei comuni limitrofi a battermi con tutte le forze, per sostenere le organizzazioni sindacali e scongiurare questa chiusura. Già stasera chiederò che venga attivato un tavolo di crisi coinvolgendo il prefetto di Avellino, i consiglieri regionali irpini e i parlamentari del territorio. Insieme dobbiamo chiedere a gran voce l'intervento del ministero dello Sviluppo economico per trovare soluzioni alternative che salvaguardino i posti di lavoro e il futuro industriale della nostra area".
"Non possiamo accettare che le logiche del profitto cancellino decenni di storia industriale e compromettano il futuro di centinaia di famiglie. La comunità di San Mango sul Calore è pronta a mobilitarsi e a lottare unita per difendere il proprio diritto al lavoro e alla dignità", conclude Boccuzzi.
Aggiornamento del 12 marzo 2025, ore 20.32 - Crisi Arcelor Mittal, Alaia chiama Marchiello: attivare immediatamente tavolo istituzionale - Il consigliere regionale Enzo Alaia ha avuto in serata un colloquio telefonico con l'assessore regionale alle Attività produttive, Antonio Marchiello, al quale ha chiesto l'immediata attivazione di un tavolo istituzionale per affrontare la crisi dello stabilimento Arcelor Mittal di San Mango sul Calore.
"Ho subito contattato l'assessore Marchiello per rappresentargli la gravità della situazione che si è venuta a creare con l'annuncio della chiusura dello stabilimento Arcelor Mittal", dichiara Alaia. "L'assessore si è detto pronto ad intervenire presso il ministero delle Imprese e del Made in Italy per sollecitare l'apertura di un tavolo di crisi, pur sottolineando la necessità di una formale richiesta da parte delle organizzazioni sindacali per avviare l'iter procedurale".
Il consigliere regionale del gruppo Italia Viva esprime massima vicinanza e solidarietà ai lavoratori dello stabilimento e alle loro famiglie. "Siamo di fronte a una decisione che, se confermata, avrebbe ripercussioni devastanti non solo sui 70 dipendenti diretti e sul vasto indotto, ma sull'intero tessuto economico e sociale della provincia di Avellino", prosegue Alaia. "L'Irpinia non può permettersi di perdere un altro presidio industriale strategico. La chiusura dello stabilimento rappresenterebbe un ulteriore colpo per un'economia territoriale già fragile, accentuando i fenomeni di spopolamento e desertificazione produttiva che affliggono le aree interne della Campania", aggiunge il consigliere.
"Mi auguro che si possa trovare rapidamente una soluzione che salvaguardi i livelli occupazionali e la continuità produttiva. La Regione Campania farà la sua parte, mettendo in campo tutti gli strumenti disponibili per sostenere i lavoratori e le loro famiglie in questo momento di grave difficoltà. Lavorerò personalmente, insieme a tutte le istituzioni coinvolte, affinché questa vertenza venga affrontata con la massima attenzione e urgenza che merita”, conclude Alaia.




