Terrorismo e ordine democratico, ad Ariano il convegno con De Stefano e Zecchino

Venerdì 08 Maggio 2026 14:12 Carlo De Stefano*
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Da sx: Zecchino, Covotta, Balestra, De Stefano e PifferiARIANO IRPINO – Grande partecipazione degli allievi del liceo “Pietro Paolo Parzanese” e dell’Iiss “Ruggero II” al convegno organizzato dal questore di Avellino, Pasquale Picone, presso l’auditorium comunale “Lina Wertmüller” di Ariano Irpino, in collaborazione con l’Anps – Associazione nazionale Polizia di Stato sez. “Ciriaco Di Roma” di Avellino – sul tema “Terrorismo e ordine democratico: l’insegnamento della storia, gli scenari futuri”.

A relazionare e a confrontarsi con gli studenti sono stati, dopo l’introduzione del sindaco della città del Tricolle Enrico Franza e del questore Pasquale Picone, il prefetto in quiescenza Carlo De Stefano, già direttore della Polizia di prevenzione e sottosegretario al ministero dell’Interno nel governo Monti, Ortensio Zecchino, già ministro dell’Università e della ricerca, attuale presidente di Biogem, Andrea Covotta, giornalista di Ariano, attuale responsabile della struttura Rai Quirinale, e Lucio Pifferi, direttore centrale della Polizia di prevenzione del dipartimento della Pubblica sicurezza.

Subito dopo i lavori del convegno, coordinati dal giornalista del Mattino Aldo Balestra, è  stata scoperta, presso il commissariato di Ariano Irpino, un’opera pittorica in maiolica, donata dal Comune di Ariano Irpino, ideata dall’assistente capo tecnico della Polizia di Stato Luca Calandini e realizzata dal ceramista arianese Massimo Russo, in ricordo dell’agente di Pubblica sicurezza Ciriaco Di Roma, originario di Taurasi,  vittima del terrorismo neofascista, ucciso il 21 ottobre 1981 ad Acilia (Roma) in un agguato dei nuclei armati rivoluzionari insieme al capitano della Digos Francesco Straullu. Presenti alla cerimonia il prefetto di Avellino, Rossana Riflesso, il sindaco di Taurasi Antonio Tranfaglia e i familiari di Di Roma.

Qui di seguito proponiamo ai nostri lettori la relazione di Carlo De Stefano.

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Il grave attentato avvenuto ad Acilia, nei pressi di Roma, il 21 ottobre 1981, che causò la morte del nostro concittadino Ciriaco Di Roma, agente scelto di pubblica sicurezza, e di Francesco Straullu, funzionario di polizia, fu opera di esponenti del gruppo terroristico di estrema destra denominato "Nuclei armati rivoluzionari (Nar). Questo gruppo si rese responsabile di altri sanguinosi attentati, fra i quali quelli in cui persero la vita il giudice Mario Amato e l'agente Antonio Evangelisti, ma soprattutto fu parte attiva nella strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980 dove morirono oltre 80 persone.

Negli anni' 70 ed '80 l'Italia attraversò un periodo tragico, contrassegnato dal terrorismo di matrice di estrema sinistra, come le Brigate Rosse, e di estrema destra, ma anche da gravissimi episodi stragisti organizzati da gruppi di fanatici, talvolta con l'appoggio di elementi vicini ad ambienti istituzionali, con l'intento di instaurare un regime politico autoritario nel nostro Paese, tentativi fortunatamente andati a vuoto ma che costarono la vita a tantissima gente innocente.

Fino al 1980 nell'ordinamento giuridico italiano non esisteva una definizione esplicita del termine “terrorismo'', che non era nemmeno presente nel nostro codice penale che pur prevedeva diverse ipotesi di crimini motivati politicamente, come i delitti “contro la personalità dello Stato” o "contro l'ordine pubblico". Per salvaguardare gli interessi generali della collettività, si avvertì l'esigenza di introdurre ipotesi di reato più specifiche per rendere più incisiva l'azione degli apparati di contrasto, della magistratura e delle forze di polizia. Obiettivo primario era quello di assicurare la tutela della libertà e della dignità della persona, secondo i dettami della nostra Costituzione, e quindi la salvaguardia dei principi dell'eguaglianza e della solidarietà. Si cercò quindi di chiarire che con le azioni di terrorismo si voleva perseguire una finalità politica con l'uso della violenza contro persone e cose e diffondere uno stato di timore nella collettività.

Ed infatti elemento essenziale degli atti di terrorismo era, ed è, la “rivendicazione" fatta solitamente con la diffusione di uno scritto, un volantino, con cui il gruppo operante si attribuisce la “paternità” dell'azione, esplicitando quasi sempre le finalità ed avanzando talvolta le proposte di cambiamento o di trasformazione degli assetti colpiti.

Anche l'Unione europea con apposite convenzioni per la repressione del terrorismo definì atti di terrorismo tutti i reati commessi con armi da fuoco, bombe, pacchi esplosivi, i dirottamenti aerei, la presa di ostaggi. Si delimitò, inoltre, il terrorismo interno, o nazionale, nel contesto politico sociale specifico, ed il terrorismo internazionale nella sua portata sovranazionale, distinto dal terrorismo come lotta di liberazione dalle oppressioni politiche e sociali, che implicitamente attribuisce alle azioni anche violente una causa di giustificazione finalizzata al raggiungimento di situazioni sociali migliori.

Se nei tempi attuali possiamo registrare, ma senza farci troppe illusioni, un rallentamento dei gruppi eversivi noti in passato, come le Brigate Rosse e i Nuclei armati rivoluzionari, dobbiamo purtroppo registrare una ripresa dei gruppi anarco-insurrezionalisti, già attivi nel recente passato. Possiamo ritenere gli anarchici come inseriti in una corrente rivoluzionaria che considera legittimo il ricorso alla violenza ed all'insurrezione armata e teorizza la realizzazione della società anarchica tramite la graduale educazione del popolo. Essi sfruttano la sorpresa ed è perciò difficile prevenire le loro azioni: non si sa né dove né quando né quale sarà l'obiettivo colpito. Inoltre v'è l'obiettiva difficoltà di comprendere le azioni terroristiche che portano avanti, anche se è importante non alimentare paure ed allarmi ed operare con la serena convinzione che lo Stato c'è e saprà reagire nell'interesse generale del Paese.

Sotto il profilo operativo gli anarchici non sono organizzati secondo gli assetti verticistici propri deí tradizionali gruppi eversivi come la Br ed i Nar, ma sono strutturati in cosiddetti "gruppi informali”. che portano avanti campagne antirepressive, anticarcerarie, anticlericali, eco-ambientaliste e contro i poteri economico-finanziari che interessano l'intero territorio nazionale. Più in particolare, i loro obiettivi sono la distruzione delle "strutture minimali” dello Stato, come "i cavi, i tubi, i fili, le centraline, le antenne, i tralicci, i centri di smistamento", senza le quali il sistema produttivo dello Stato e dei gruppi capitalistici non può funzionare.

Il 20 marzo scorso a Roma due noti anarchici sono rimasti uccisi dall'esplosione di ordigni rudimentali che loro stessi stavano confezionando, evidentemente in maniera maldestra. Entrambi erano noti agli organi di polizia perché già identificati in passato nel corso di operazioni antiterrorismo e gli inquirenti sospettano che gli ordigni che stavano confezionando erano molto probabilmente destinati al compimento di attentati contro gli uffici di polizia del complesso dipartimentale della Tuscolana. Quindi ordigni destinati a colpire cene e persone, non escludendo anche danni gravi alle persone, con la volontà e la determinazione a raggiungere un risultato.

Ricercare le motivazioni e le cause che sono alla base della rinascita di nuove forme di terrorismo al giorno d'oggi è impresa ardua ma non impossibile, anche se bisogna fare conti con l'innalzamento dei tiro di gruppi oscuri che se in un recente passato avevano solo una finalità dimostrativa, hanno poi manifestato una chiara volontà offensiva. E bisogna altresì fare i conti anche con i numerosi episodi di grave intemperanza che pervadono le manifestazioni pubbliche, come avvenuto di recente nel corso di cortei a Torino, Milano e Roma dove manifestanti facinorosi sono andati alla ricerca di ogni pretesto per attaccare le forze di polizia e creare disordini.

Le motivazioni che accomunano gruppi e sigle eversive sono da ricercare nell'avversione al confronto con le istituzioni. Ma fanno da sfondo anche temi di forte rilevanza sociale, cosicché la protesta assume i connotati di una lotta contro i simboli del potere, accusato di emarginare sempre più i poveri ed i derelitti. Ecco allora che nel gruppi eversivi si fanno largo le idee di uno scontro diretto contro le istituzioni e di azioni a valenza eversiva e di lotta armata, per creare un “un antisistema.

Come impedire che ciò avvenga? Certamente con la prevenzione che significa osservazione costante e strutturata di ciò che avviene intorno a noi e con il confronto altrettanto strutturato con tutte le realtà sociali per predisporre ogni adeguata misura di contrasto. È ciò che fa il Comitato di analisi strategica antiterrorismo in seno al dipartimento della Pubblica sicurezza e più specificamente alla direzione centrale della polizia di prevenzione.

* Prefetto in quiescenza, già direttore della Polizia di prevenzione e sottosegretario al ministero dell’Interno nel governo Monti

Aggiornamento del 6 maggio 2026, ore 11.52 – Il prossimo 8 maggio, alle ore 10:30, presso l’auditorium comunale “Lina Wertmüller” di Ariano Iprino, si terrà il convegno organizzato dalla questura di Avellino in collaborazione con l’Anps – Associazione nazionale Polizia di Stato sez. “Ciriaco Di Roma” di Avellino sul tema “Terrorismo e ordine democratico: l’insegnamento della storia, gli scenari futuri”.

L’iniziativa, promossa dal questore della provincia di Avellino Pasquale Picone, che aprirà i lavori e farà gli onori di casa unitamente al sindaco di Ariano Irpino, Enrico Franza, vedrà la partecipazione di autorevoli relatori:

Il convegno sarà moderato da Aldo Balestra, giornalista de “Il Mattino”, e vedrà la partecipazione di una delegazione di studenti del liceo “Pietro Paolo Parzanese” e dell’Iiss “Ruggero II” di Ariano Irpino.

L’iniziativa si inserisce ed anticipa il contesto delle celebrazioni del “Giorno della memoria dedicato alle vittime del terrorismo", istituita in Italia in ricordo delle vittime del terrorismo interno e internazionale con la necessità di custodirne la memoria a seguito della ricorrenza del ritrovamento del corpo di Aldo Moro, avvenuto il 9 maggio 1978.

Nel corso dell’evento sarà ricordata, in particolare, la figura dell’agente di Pubblica sicurezza Ciriaco Di Roma, vittima del terrorismo neofascista, ucciso il 21 ottobre 1981 ad Acilia (Roma) in un agguato dei nuclei armati rivoluzionari insieme al capitano della Digos Francesco Straullu. Decorato con medaglia d’oro al merito civile alla memoria, all’agente Di Roma è intitolata la sede del commissariato di Pubblica sicurezza di Ariano Irpino.

Al termine del convegno, presso il commissariato di Ps di Ariano Irpino, alla presenza dei familiari, sarà scoperta un’opera pittorica in maiolica, donata dal Comune di Ariano Irpino, ideata dall’assistente capo tecnico della Polizia di Stato Luca Calandini e realizzata dal ceramista arianese Massimo Russo.

L’opera rappresenta un tributo di alto valore simbolico e morale, nonché un messaggio rivolto alle nuove generazioni, affinché siano sempre guidate dai valori della legalità, del coraggio e del servizio allo Stato.