www.giornalelirpinia.it

    07/06/2026

Storie di periferia, viaggio nell’«altra» città

E-mail Stampa PDF

Campetto a San Tommaso; in basso, contrada QuattrogranaAVELLINO – La vita in periferia è troppo spesso subordinata al degrado sociale e urbano, ma dei quartieri popolari di Avellino si sente parlare solo quando qualche abusivo viene sfrattato coattamente. Ma le occupazioni abusive delle abitazioni sono solo uno tra i tanti e atavici problemi che segnano la quotidianità di oltre 25 mila persone. Forse il più eclatante perché il solo che «fa notizia». Come è accaduto qualche mese fa per Quattrograna o per San Tommaso, come è successo in passato per rione Mazzini o per Bellizzi. Ed è proprio da qui, dalla periferia meridionale di Avellino, che comincia il nostro viaggio nell’«altra città».

Quattrograna – Il più vasto agglomerato di prefabbricati pesanti di Avellino, un vero e proprio quartiere dormitorio edificato dopo il sisma del 1980, è diviso in due zone est e ovest. Il rione è da sempre emarginato dal resto della città, caratterizzato da un tessuto sociale fortemente degradato, ancora oggi è privo di servizi e strutture. Non c’è un campo di calcetto, né un parco giochi per bambini o un’area verde attrezzata. Quando piove le fognature cedono e si allaga tutto: i topi sguazzano tra i residui di fogna prima di invadere gli appartamenti ai piani terra. Ma per il quartiere è pronto un piano di rilancio sociale – lo ha promesso all’inizio del suo mandato l’ex assessore alle Politiche sociali, Sergio Barbaro. Perché proprio da questa zona provengono numerose richieste di assistenza, anche economica, da parte di famiglie indigenti. Ad oggi nulla di fatto. Qualcosa, invece, s’è mosso sul piano urbanistico: infatti, l’area ovest è interessata da oltre due anni da una riqualificazione per la sostituzione dei fabbricati, ma anziché ridisegnare in positivo l’aspetto del quartiere, lo stanno trasformando in un disordinato agglomerato, restituendo degrado al degrado. Da alcuni mesi i lavori sono fermi perché sulla ditta appaltatrice grava un’istanza di fallimento. Ma nel frattempo, molte famiglie hanno occupato abusivamente le nuove abitazioni. Intanto, lo sblocco dei fondi Europa Piu ha fornito la liquidità necessaria per l’avvio della riqualificazione anche nella zona est, dove saranno rimosse le coperture in Eternit e installati tetti fotovoltaici di ultima generazione.

San Tommaso – Negli anni Ottanta questo quartiere era invivibile: spaccio, contrabbando, prostituzione, scandivano il ritmo delle giornate. Oggi con i suoi quasi 20 mila abitanti è in continua evoluzione: negli ultimi dieci anni, infatti, ha ricevuto ingenti finanziamenti per la riqualificazione. Tuttavia, molte delle opere sono ancora incomplete: per esempio, il campetto polivalente di via Scotellaro, un progetto del 2006 costato 300 mila euro, mai inaugurato, o la palestra della scuola elementare, un investimento di 470 mila euro che risale al 2007, forse sarà pronta per il prossimo anno scolastico; o ancora il campo sportivo Annino Roca, frettolosamente inaugurato e mai messo in sicurezza, e la sua palestra, i cui lavori sono bloccati perché sono sorte complicazioni burocratiche con la ditta che la sta realizzando. E altri spazi che versano in uno stato di preoccupante degrado come la biblioteca comunale, il centro anziani e la tendostruttura, tutti a piazza Sturzo: fatiscenti e abbandonati.

Bellizzi – Borgata di poco meno di 850 anime, si estende tra via Giancola, la strada principale, e le nuove costruzioni, realizzate nel post terremoto per ospitare le famiglie sfollate. Tra queste, una piccola concentrazione di prefabbricati pesanti, in via Santangelo, dove molti alloggi sono occupati abusivamente. Anche se in questi vecchi prefabbricati a due piani, ricoperti di Eternit, si soffre il freddo d’inverno e d’estate sembra di essere all’inferno. Dovevano essere alloggi provvisori, ma sono qui da trent’anni. Depositato a piazza del Popolo, giace un progetto da 1 milione e 300 mila euro che dovrebbe consentire di sostituire i primi tre edifici. I lavori, però, non partiranno prima delle prossime elezioni amministrative.

Gli abitanti, che ancora parlano di «paese» quando raccontano Bellizzi (infatti solo dal 1938 è una frazione), segnalano che nel centro storico sono tantissime le abitazioni disabitate. Segno di una migrazione costante. Anche gli edifici dell’ex municipio e della biblioteca civica sono desolatamente abbandonati. Il primo dovrebbe essere riqualificato, attingendo dai fondi del Piano triennale per le opere pubbliche. Sulla biblioteca, dove sono rinchiusi circa 4 mila volumi, silenzio assoluto. Per la sistemazione urbana del quartiere è previsto uno stanziamento di circa 3 milioni di euro per la realizzazione di un’area verde attrezzata in via Giancola e per il restyling di piazza Napoli.

Rione Mazzini – Quartiere sorto tra il 1936 e il 1940 attorno alle «case di Mussolini», conta oggi circa 8 mila abitanti. Qui le strutture e i servizi non mancano: due scuole (elementare e materna), il centro anziani (di recente costruzione costato quasi 600 mila euro), la chiesa con l’oratorio, il campo di calcetto. E con l’ultimo intervento di riqualificazione, un progetto di oltre 70 mila euro, sono state sistemate anche le aree verdi. Ma nella zona dei civici 45, il nuovo parco non è fruibile perché mancano le panchine, qualcuno se n’è sciaguratamente dimenticato.

Ma i problemi maggiori del rione sono quelli di parco «Castagno San Francesco». Insediamento di edilizia popolare edificato negli anni ’80, dove vivono circa 130 famiglie. Le quali lamentano atavici problemi di manutenzione e di gestione. In inverno il riscaldamento non viene mai attivato prima di dicembre, nonostante la legge prescriva l’avvio dal primo novembre. Il problema si ripropone ogni anno a causa del mancato pagamento di una parte delle quote dovute al Comune. L’ente che è proprietario dell’85% degli appartamenti aspetta da anni di ridiscutere la questione delle quote. Ma gli inquilini lamentano anche una scarsissima manutenzione ordinaria. Nel solito Piano triennale sono previsti dei fondi per sistemare in parte gli edifici. Per altri lavori, qui come altrove, la speranza era riposta nella vendita dei beni comunali, dai quali l’amministrazione ha ricavato appena 30 mila euro. I cittadini dovranno ancora attendere…

 

DG3 Dolciaria

Geoconsult


www.puhua.net www.darongshu.cn www.fullwa.com www.poptunnel.com