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    10/07/2020

L’occhio sulla città/Usiamo la testa

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Papa Francesco, Freeman Clarke, Alcide De GasperiAVELLINO – Dopo una settimana di assenza, un po’ turbato, un po’ confuso, un po’ contrariato torna l’occhio sulla città.

Se anche Papa Francesco ha avvertito la necessità di ricordare ai politici di operare non per interesse del proprio partito ma  per l’interesse dell’intera società, se già nel 1800 il teologo americano Freeman Clarke distingueva il politico che pensa solo al successo del suo partito dallo statista che pensa solo a quello del suo paese, se, ancora, il nostro De Gasperi, in maniera sempre più incisiva, affermava che il politico pensa alle prossime elezioni mentre lo statista alle prossime generazioni, se purtroppo i politici non all’altezza (utile la litote) aumentano in maniera esponenziale mentre di statisti di chiara esperienza, sia teorica che pratica, dell’arte di governare uno Stato riesce difficile identificarne qualcuno, allora possiamo veramente  affermare che la lenta e progressiva azione ordita in questi ultimi decenni per magnificare l’ignoranza (si badi bene non la stupidità) sia ormai vicina alla vetta e gli interessati potranno prepararsi a celebrarne l’elogio, “l’elogio dell’ignoranza” appunto, imprescindibile requisito per chi, su questa piattaforma, ha investito tutto il programma del prossimo futuro.

E l’ignoranza ha così potuto insinuarsi con estrema facilità in molte, troppe categorie di persone, sufficienti a poter offrire le basi per la realizzazione di quella machiavellica piattaforma su cui finiremo col trovarci tutti senza considerare che è una piattaforma galleggiante in mare aperto e che una semplice onda, solo un po’ più alta, potrà facilmente capovolgere.

Ecco perché al monito di Papa Francesco, Freeman Clarke, Alcide De Gasperi oggi è necessario aggiungere l’invito a tutti noi cittadini di valutare con intelligenza e capacità la scelta di coloro che dovranno rappresentarci preferendo uomini e donne di provata capacità, esperienza e con onestà e affidabilità intellettuale certificata, evitando, ad esempio, preferenze a chi, vuoto, privo di contenuti, affida a menzogne deliranti, per altro facilmente confutabili (basterebbe, per ricercarle, solo non lasciarsi prendere dalla pigrizia), così come a commenti negativi di una gratuità disarmante e nello stesso tempo irritante, il compito di denigrare avversari politici per poi facilmente scoprire che il contenuto ed i fatti erano tutt’altra faccenda.

Le allusioni ci sono tutte, ma non riteniamo sia già  tempo di denunciare fatti e autori preferendo,  al momento, che la contestazione parta proprio da chi saprà individuare e coglierne la vera finalità. È perché una spudorata menzogna fa sempre incazzare, chiunque la dica, mentre, mantenendo la calma, ci fa piacere sperare che ognuno di noi possa immaginare di credere che il proprio voto sarà quello determinante: qualunque sia la scelta.

*  *  *

A margine l’occhio sulla città, ancora turbato, vuol condividere con voi lettori un personale, doveroso  pensiero d’affetto in ricordo del collega giornalista di  Rai Sport Franco Lauro, scomparso improvvisamente, all’età di 58 anni, martedì 14 aprile.

Mai banale, mai sopra le righe, era “il giornalista del raccontato”. Di origini irpine, in più di un’occasione aveva visitato il capoluogo per raccontare la Scandone in serie A , l’Ariano Basket femminile ed anche, ma più di rado, le gesta dell’Avellino calcio.

Non l’ho mai conosciuto personalmente ma, quella di Franco per me, come per molti italiani , era diventata una presenza  familiare: con il suo garbo e la sua composta discrezione, era compagno di molte domeniche spensierate, da “Domenica sprint” alla “Domenica sportiva”, al più recente “Novantesimo minuto” senza dimenticare “gli incontri infrasettimanali” per le partite di Coppa Italia o quelli ancor più recenti per le partite della Nazionale Italiana di calcio femminile.

Insomma, quello di Franco Lauro è un sorriso gentile che ci ha lasciato in punta di piedi ed in silenzio in un tiepido aprile tanto, troppo presto e che, senza dubbio, mi mancherà, ci mancherà. Addio Franco.

 

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