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    05/07/2022

L’occhio sulla città/L’istruzione non paga

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Rubriche-LaLettera_campus_piav.jpgIstruzione: “il conferimento o l’acquisizione di dati relativi ad una preparazione tecnica o culturale, mediante un insegnamento per lo più organico; in particolare la preparazione tecnica e culturale dei giovani che si compie in modo sistematico nella scuola pubblica, obbligatoria: elementare, media, superiore”.

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AVELLINO – Che l’istruzione non paghi è, ahi noi, convinzione di molti. Ed è forse proprio assecondando questa convinzione che il nostro Paese è, ad oggi, attestato al penultimo posto in ambito europeo per grado di istruzione. L’acquisizione di istruzione sarà pertanto affidata alla volontà, alla dedizione, alle propensioni intellettuali, tutte doti queste propedeutiche ad un eventuale approfondimento universitario. Sarà perché probabilmente “l’istruzione non paga in contanti, ma di certo paga nel tempo”.

Perciò il fatto che questa rubrica, con cadenza pressoché annuale, si trovi a dover o voler posare il suo sguardo sulla rinascita della scuola media Dante Alighieri di via Piave, non è soltanto  spronare a veder riportato alla vita un luogo simbolo dell’istruzione avellinese o alla riqualificazione di una zona, di un quartiere della città ormai da tempo in sofferenza ma anche e soprattutto la nostra convinzione, la nostra consapevolezza che il nuovo campus scolastico possa essere l’abbrivio a veder certificate prossime, nuove competenze e professionalità in tutte le branche della scienza e del lavoro.

Era il  29 marzo 2021 e si pensava che si potesse finalmente chiudere, dopo quattro anni, l’iter burocratico amministrativo che avrebbe dovuto portare all’abbattimento e ricostruzione del complesso scolastico di via Piave, anche attraverso lo stanziamento di circa 16.5 milioni di euro da parte della Regione Campania.

Da quella data, però, tutto tace, anzi a quanto si apprende mancherebbe anche una cifra pari a circa cinque milioni, stanziata dal Miur quale primo anticipo pari al 30% propedeutico allo sblocco definitivo e all’avvio del cantiere. Sulle ceneri del vecchio edificio sorgerà una moderna struttura in calcestruzzo con basamenti in acciaio riflettente, adeguata a tutti i criteri antisismici e totalmente autonoma dal punto di vista energetico, grazie a particolari pannelli fotovoltaici.

Il progetto è concepito per poter offrire una  superficie da oltre quindicimila metri quadri su tre livelli in grado di ospitare scuola dell’infanzia, elementari e medie, una mensa, una palestra ed un moderno e funzionale auditorium aperto anche alla fruizione dell’Intera cittadinanza e, perché no, dell’intera provincia. Insomma, un vero e proprio campus scolastico all’avanguardia. Non mancherà neppure una piazza esterna con grandi spazi verdi attrezzati al confronto, all’inclusione ed all’integrazione. Ancora incerti i tempi d’avvio del cantiere.

È  importante sottolineare  che il progetto è anche frutto di un concorso di idee con protagonisti assoluti gli stessi alunni dell’istituto comprensivo Perna-Alighieri, dal titolo “ la scuola che vorrei”.

Non va dimenticato neppure che la volontà alla nascita del campus scolastico, oltre che dalla Regione Campania che lo ha finanziato quasi interamente, è venuta nel 2017, con  l’amministrazione Foti e con l’allora assessore ai Lavori pubblici Costantino Preziosi, nonché dalla gestione commissariale Priolo, che ha traghettato il progetto verso la definitiva esecutività.

A parziale giustificazione dei ritardi di questa amministrazione ci si è appellati, anche a ragione, alle conclamate sofferenze delle casse comunali ed alla situazione di pre-dissesto che vive Palazzo di Città, ma non vorremmo che tutto questo possa trasformarsi in un alibi da giocare  dall’amministrazione Festa per essere assolta di fronte alla percezione diffusa di sconvolgente isolamento istituzionale che vive il capoluogo, figlio forse anche di uno squallido provincialismo in  cui si consuma astio in un clima di assoluta mancanza di confronto costruttivo e in cui la rappresentanza democratica appare sempre più appaltata alla mediocrità.

Al contrario, avviare un dialogo fruttuoso tra istituzioni, potrà rappresentare un buon viatico di slancio per vincere importanti sfide di rilancio per il futuro della città. Insomma, più fatti e meno parole: perché, in fondo, Avellino non ha bisogno di straordinarie rivoluzioni ma di “rivoluzioni dell’ordinario”.

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A margine ed a contrappunto di quanto appena affermato e descritto, plaudiamo alla progettualità, all’attivismo  ed al dinamismo del Comune di Mercogliano e del sindaco Vittorio D’Alessio che, a quanto si apprende,  tra l’altro sta profondendo ogni sforzo ad una  possibile scelta di Mercogliano  quale sede del prossimo ritiro precampionato dall’Avellino calcio.

Una decisione in tal senso da parte dei vertici societari biancoverdi, ne siamo certi, potrà rappresentare un’occasione di indotto, di crescita e di sviluppo per Mercogliano, per il capoluogo, per tutto il territorio provinciale e regionale e chissà, in un prossimo futuro, anche per realtà calcistiche nazionali.

Un esempio di gestione amministrativa accorta, aperta al confronto ed oculata quella del sindaco D’Alessio, un modello a cui ispirarsi...Staremo a vedere.

 

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