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    26/05/2024

L’occhio sulla città/Centro per l’autismo: un mosaico che prende forma?

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Rubriche-LaLettera_autismo.jpgAVELLINO – La strettissima attualità ci fa pensare che ancora una volta un luogo più di altri sia meritevole della nostra attenzione: ricordate il centro per l’autismo di Valle?

Ebbene, a ventitré anni dalla posa della prima pietra su suolo di Contrada Serroni le nubi nere e dense sul suo futuro paiono finalmente diradarsi e sembra vicina la svolta: nei giorni scorsi, infatti,  dopo aver  concluso gli ultimi lavori e proceduto a nuova  pitturazione, Palazzo di Città sembra aver finalmente chiuso la querelle sulla proprietà dei suoli, approvando l’acquisizione sanante costata circa mezzo milione di euro, una questione annosa ed anche un po’ grottesca (per approfondimenti invitiamo alla rilettura di nostri numerosi sguardi sull’argomento). Suoli e centro sono, dunque, acquisiti a patrimonio comunale.

Il secondo step del percorso verso la riapertura dovrebbe essere rappresentato dalla consegna della struttura alla Asl, cui spetterebbe l’onere della futura gestione del centro e che, peraltro, fa sapere di aver  recentemente proceduto ad un sopralluogo con esito positivo.

C’è di più. Via degli Imbimbo rende noto che “per il progetto autismo  del capoluogo sono previsti in stanziamento circa un milione e mezzo di euro e che la struttura di Contrada Serroni si prepara ad ospitare tutta la neuropsichiatria infantile. “Noi siamo pronti a partire, attendiamo, però, segnali concreti dal Comune”.

Nel merito, apprendiamo di un irrigidimento proprio da parte del sindaco Festa e dunque di frizioni nei rapporti tra Comune ed Asl: non sta a noi ricercarne le cause ma proprio in queste ore emerge la volontà del sindaco ad affidare la gestione del centro ad un privato perché “stanco dei ritardi di Via degli Imbimbo”. Confidiamo nel  buon senso delle parti, perché possa continuare a prevalere la via del dialogo e si possa agevolare un positivo avvio delle attività e finalmente, senza ostacoli,  garantire la piena operatività del centro.

Appare superfluo ripercorre per intero le tappe dell’odissea che ha interessato la struttura, ma ci pare comunque utile tornare su alcuni punti cardine: stiamo pensando, ad esempio, al concreto e fattivo impegno della Regione Campania e del presidente Vincenzo De Luca con un cospicuo finanziamento dell’opera, stiamo pensando all’interessamento perfino della Santa Sede e a come a dirimere quest’intricata matassa non siano bastate le delibere di giunta di ben tre sindaci e due commissari prefettizi. Fa piacere ricordare ancora che l’idea progettuale del centro si deve alla giunta Di Nunno.

Insomma, “superficialità e/o disattenzioni” politico-amministrative che, negli anni, hanno portato ad una spesa complessiva per la struttura di circa sei milioni di euro. Non va dimenticato l’impegno e l’attenzione sempre viva della prefettura di Avellino.

Ancora, non possiamo non aggiungere che il centro è stato giudicato da esperti che lo hanno visitato “ un gioiello in termini di efficienza e garanzia per il dopo di noi”: cioè la certezza di futuro e di autonomia, per quanto possibile,  dei giovani pazienti ospitati. Nel merito,  non possiamo sottacere il grande impegno della Regione Campania con grandi risorse ed un programma specifico proprio per “il dopo di noi “.

Un altro occhio vigile, pare essere quello del nostro vescovo che fa sapere di seguire da vicino la vicenda, i suoi sviluppi e la sua evoluzione: un segnale, questo, che fa ben sperare.

Insomma, dopo ventitré anni tutte le tessere di questo intricato mosaico sembrano essere finalmente al loro posto: se tutto andrà secondo programmi e non ci saranno ulteriori intoppi, entro l’anno, dovrebbe esserci il taglio del nastro.

Le difficoltà  non finiranno certo qui: poi toccherà al pur sempre gravoso impegno nella selezione e nell’assunzione  di personale qualificato,  medici e paramedici, nonché personale amministrativo e di supporto alla funzionalità  complessiva della struttura.

Nel titolo del nostro sguardo abbiamo scelto di inserire un punto interrogativo ma visto il riconosciuto attivismo e la particolare sensibilità di tutte le parti coinvolte, sembra prevalere l’ottimismo che, speriamo, ci accompagni anche attraverso la soluzione delle “ultime difficoltà segnalate” fino al primo giorno di lavoro effettivo del centro.

 

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