AVELLINO – E’ una crisi senza fine quella che ha colpito la Sidigas Avellino. Anche la Juve Caserta, una squadra decisamente inferiore sia per capacità tecniche che per profondità del roster, ha infatti espugnato il Paladelmauro aggiudicandosi il derby con il punteggio di 84 a 86 dopo un tempo supplementare. La formazione avellinese, che pure aveva accumulato fino a 17 lunghezze di vantaggio, nel finale di partita si è sciolta come neve al sole, lasciandosi battere da una formazione che ha messo in campo attributi che invece il team irpino non ha mostrato di possedere. La crisi ora si acuisce, anche se Pesaro, sconfitta in casa, mantiene solitaria l’ultima posizione della graduatoria, lasciando la penultima poltrona a Sidigas ed Angelico Biella, che però ha già vinto il primo scontro diretto. Non sono bastati gli innesti di Ivanov, unica nota positiva, Dean ed Hardy per cambiare il volto della formazione avellinese, sempre più in crisi di risultati, ma anche di gioco. La difesa, come sempre, concede troppo agli avversari, e l’attacco risente della più volte sottolineata mancanza di un play puro, capace di leggere le difese avversarie e di effettuare le scelte migliori. Non è bastata la prova “guasconesca” di Spinelli, forse il migliore in campo insieme ad Ivanov e Johnson, perché nel finale di partita i suoi compagni sono letteralmente scomparsi dal campo, senza quindi assumersi quelle responsabilità che pure competerebbero loro.
A fine partita Tucci ha parlato di episodi negativi che hanno indirizzato il risultato verso la squadra ospite. Certo, c’è qualche dubbio anche su qualche fischio arbitrale, come un canestro di Mordente considerato valido nonostante la stoppata di un giocatore avellinese e con i 24” forse scaduti, come qualche altra decisione non condivisibile, ma non bisogna dimenticare che negli ultimi minuti sono stati concessi tanti secondi tiri agli avversari, compresa la tripla del pareggio scoccata da Gentile. Insomma, bisogna guardarsi bene dentro, e la società dovrà quindi riflettere sulla strada da intraprendere, perché quella attuale ha una sola direzione, e porta direttamente alla Legadue.
Per i primi 10’ la curva sud resta in silenzio per protesta, lasciando campo libero ai circa 500 tifosi casertani ospitati nella curva nord. I casertani cominciano il match con un buon piglio, e provano subito l’allungo (8/14 al 6’). Linton Johnson si carica sulle spalle il peso dell’attacco avellinese, realizzando 12 punti nei primi 10’, che servono alla Sidigas per ricucire lo strappo, e per superare gli avversari proprio con un canestro sulla sirena del primo periodo (21/20). La partita si gioca sul filo dell’equilibrio, rotto però da una grossa sciocchezza di Akindele, che in meno di un minuto commette due falli e poi si fa fischiare anche il tecnico per proteste, uscendo di fatto dal match, viste le quattro penalità a carico. La Sidigas ringrazia e tenta la fuga portandosi sul 34 a 23, per poi chiudere la seconda frazione sul 43 a 34. La formazione di Tucci sembra aver superato le difficoltà delle precedenti giornate, ma è solo un illusione, anche se il vantaggio sale anche fino a 17 punti (55/38). La Sidigas continua a sparare a vuoto dalla lunga distanza, e commette anche l’errore di non cercare con continuità i lunghi, viste le difficoltà dei pari ruolo avversari, tutti gravati di falli. Invece i biancoverdi prestano il fianco alla rimonta degli avversari, affidata alle sapienti mani di Mordente, che guida i suoi al 61 a 50, punteggio con il quale si chiude il terzo periodo. Caserta subito riduce ancora il distacco con la tripla dell’ex Mavraides, Spinelli risponde con un'altra bomba, ed illude i presenti sulla possibilità della Sidigas di controllare il match. Ed invece la formazione avellinese va lentamente spegnendosi, con gli ospiti che capitalizzano qualche fischio generoso da parte della terna arbitrale, che sanzionano prima un antisportivo a Johnson, e poi un tecnico a Dean. Spinelli, realizza undici punti in fila che valgono il 72 a 59 del 34', distacco che potrebbe essere controllato senza grande fatica. Ed invece, in un paio di minuti, quelli trascorsi dal capitano biancoverde in panchina, Caserta piazza il parziale di 0 a 6. La rimonta di Caserta prosegue senza che la Sidigas riesca a trovare le giuste contromisure, ed al 38' siamo sul 73 a 70. Shakur, Ivanov e Dean sbagliano un libero ciascuno, mentre una tripla di Gentile, che recupera palla in attacco dopo un errore al tiro, vale la parità a quota 77 a 5” dal termine. L’azione successiva della Sidigas non produce un tiro degno di nota e si va quindi all'overtime, nel quale Caserta allunga fino all'80 a 86. La Sidigas segna 4 punti dalla lunetta, ma poi non è lucida nella scelta dell’ultimo tiro, quello che sarebbe servito ad impattare ancora o a vincere il match.
Ora la situazione si fa decisamente difficile, ed il rischio della retrocessione è un fantasma che deve indurre dirigenza e proprietà ad una seria ed approfondita riflessione sulle decisioni da adottare.
Questo il tabellino del match:
SIDIGAS AVELLINO - JUVE CASERTA 84 - 86 dopo 1 ts
SIDIGAS: Ivanov 12, Richardson 5, Dean 9, Shakur 12, Johnson 16, Biligha, Spinelli 20, Hardy 4, Dragovic 6, Ronconi n.e. Tammaro n.e. D'Argenio n.e. All. Tucci.
JUVE: Maresca 6, Jonusas 5, Akindele 7, Gentile 17, Jelovac 15, Mordente 20, Marzaioli n.e. Michelori 2, Mavraides 14, Sergio, Cefarelli n.e. All. Sacripanti.
ARBITRI: Sahin, Filippini e Bettini.
NOTE: parziali 21/20 - 43/34 - 61/50 - 77/77. Spettatori 3.100 per un incasso di 52.550 euro. Usciti per 5 falli: Akindele, Michelori, Johnson, Shakur, Jelovac e Jonusas. Tiri liberi: Sidigas 31/39, Juve 23/30. Tiri da due punti: Sidigas 22/35, Juve 21/39. Tiri da tre punti: Sidigas 3/26, Juve 7/21. Rimbalzi: Sidigas 36, Juve 40.




