AVELLINO – La cordialità ed il sorriso di Julian McClurkin sarebbero già un ottimo motivo per recarsi al Paladelmauro a veder giocare gli Harlem Globetrotters. Se a questo aggiungiamo la capacità di questo gruppo di giramondo di divertire e divertirsi su un campo di pallacanestro, ci sono tutti gli ingredienti per passare una serata diversa dal solito. Gli Harlem Globetrotters, fondati nel 1926, sono in tournée in Italia, e lunedì 28 aprile saranno al Paladelmauro per portare il loro messaggio a tutti gli appassionati che saranno presenti sugli spalti.
Gli Harlem mancano da Avellino dal 1989, e l’ultima esibizione campana risale al 2006, quando si esibirono al PalaBarbuto di Napoli. Stamattina c’è stata la conferenza stampa di presentazione dell’evento, con la presenza di Paolo Grassitelli, responsabile dell’organizzazione per i due eventi di Bari ed Avellino, e di due dei campioni che potremo ammirare in campo lunedì sera a partire dalle ore 20,00, Julian McClurkin e Jermaine “Stretch” Middleton, con i suoi 225 centimetri il terzo giocatore più alto della storia della squadra. Due atleti, ma anche due showmen per una conferenza stampa molto diversa da quelle nostrane, con tanta allegria e positività che non guasterebbero nemmeno in quelle di casa Sidigas.
McClurkin ha detto che: “la loro “mission” è quella di far sorridere la gente, ovunque ce ne sia bisogno nel mondo. Per me è importante essere un ambasciatore del sorriso”. Per Stretch, invece, “è un onore ed un privilegio indossare la maglia indossata da una leggenda come Chamberlain, un’icona del basket, e far parte degli Harlem, una squadra che esiste da 88 anni, e mi sento anche un po’ speciale, perché faccio parte della stessa categoria degli alti”.
Negli Harlem, dal 1985, giocano anche le donne. La prima fu Lynette Woodard, che gli appassionati irpini ricorderanno, in quanto avversaria della Pallacanestro Avellino con la maglia di Schio prima, e di Priolo poi. Ad Avellino ci sarà la dodicesima donna che ha fatto parte del team, “Sweet J” Ekworomadu, da poco entrata a far parte della “famiglia” degli Harlem, come hanno definito la squadra i due atleti. Stretch ammette di non conoscere niente del basket italiano, e di non ricordarsi del “nostro” Jimmy Lee Hunter, che è stato negli Harlem nel 2003, ma dell’Italia conosce bene Eros Ramazzotti. I due giocatori ritengono che “nel roster ci siano tantissimo giocatori talentuosi che potrebbero giocare dovunque, ma che hanno scelto di far parte del team per fare gli “attori” e far ridere la gente. Ma ci sono tanti esempi di atleti provenienti dall’Nba, o che hanno seguito il percorso inverso”.
Finora sono stati circa 1.500 i biglietti venduti, ma si spera che nell’imminenza dell’evento ci possa essere una risposta più consistente da parte degli avellinesi e dei campani in generale. “Siamo pronti a dare spettacolo – hanno proseguito i giocatori – perché potrete assistere ad una serie infinita di schiacciate e di stoppate e coi sarà anche la sfida del trick shot. Interagiremo con il pubblico, che deciderà il punteggio da attribuire ad alcuni tiri. Insomma siamo certi di poter regalare un sorriso a tutti”. In questo tour non ci saranno i Washington Generals, che di solito fanno da sparring-partners, ma gli Harlem affronteranno l’Nba All Stars.
Nel frattempo un sorriso lo hanno già regalato alle persone presenti al Paladelmauro, ma anche ai tanti avellinesi incontrati sul corso Vittorio Emanuele, attirati dai due cestisti degli Harlem, che non si sono sottratti all’abbraccio della gente irpina. Tantissime le fotografie con gente di tutte le età, ma soprattutto con i bambini, che non hanno resistito alla tentazione di vedere da vicino i due giganti con le loro coloratissime tute a stelle e strisce. Per l’occasione la curva Nord sarà chiusa e, pertanto, chi è in possesso di biglietti di quel settore dovrà accomodarsi in curva Sud.




