www.giornalelirpinia.it

    05/07/2022

Olfattometria dinamica e rinoanalisti

E-mail Stampa PDF

b_300_220_15593462_0___images_stories_Attualita12_olfatto_arpac.jpgNAPOLI – L’Italia è veramente uno strano Paese, se considerato per le imprevedibili caratteristiche del suo singolare dibattito mediatico, talvolta pronto a gonfiarsi sui contenuti effimeri e non riflettuti della  (non approfondita) notizia!

Come Agenzia ambientale della Campania ne abbiamo fatto recente esperienza per la pubblicazione (doverosa) di un avviso pubblico - finalizzato alla formazione di una utile short list - forse di qualche significativa valenza in ambito specialistico ma, di certo, di non così generale rilievo da assurgere (per un giorno e mezzo) ad una imprevedibile ribalta mediatica, addirittura nazionale.

L’Arpac, nell’esercizio delle sue competenze di carattere tecnico-ambientale, sta attuando un progetto - meritoriamente approvato e finanziato dalla Regione con fondi comunitari del Por-Fers 2014/21 - per realizzare un moderno laboratorio di olfattometria dinamica su scala regionale per l’analisi delle emissioni odorigene, come da normativa vigente. Il laboratorio dovrà occuparsi della caratterizzazione chimica quali-quantitativa delle emissioni moleste degli impianti produttivi, anche con l’utilizzo degli strumenti dell'olfattometria dinamica e lo sviluppo della modellistica per la dispersione degli odori nell’ambiente.

Pertanto Arpa Campania, oltre all’attivazione di nuove procedure ed all’acquisizione di apposite strumentazioni per il realizzando laboratorio, ha pubblicato l’avviso per selezionare un elenco di rinoanalisti da impiegare a rotazione. Ossia di esaminatori chiamati all’occorrenza e retribuiti a gettone per contribuire al laboratorio, mediante olfattometro in apposita sala panel, alle analisi sensoriali delle concentrazioni di odori (nei campioni di aria prelevati con apposite sacche), che – secondo la disciplina tecnica codificata – devono combinarsi ed integrare le analisi chimiche sulle stesse emissioni, campionate presso le potenziali sorgenti (camini, biofiltri, vasche di stoccaggio di impianti, ecc.).

La tecnica di analisi olfattometricametrica, riconosciuta dalla norma europea Uni-En13725, disciplina sia i criteri di selezione dei rinoanalisti – che devono avere una media capacità olfattiva – che la stessa modalità di valutazione degli odori. Perciò nello stesso laboratorio Arpac in allestimento a Caserta è stata prevista sia la parte chimica che il locale attrezzato dove opereranno i “panelisti”.

Fino a qui, dunque, nulla di straordinario se non il progettato utilizzo di tecniche di analisi avanzate e già consolidate in ambito scientifico ed operativo in tutta Europa.

Poiché un precedente avviso era andato quasi deserto - forse per la scarsa remuneratività del “gettone” previsto - l’Agenzia ha ritenuto opportuno e doveroso veicolarlo anche a mezzo stampa, oltre la formale pubblicazione sul sito istituzionale. Ciò attraverso un asettico comunicato, evidentemente corretto ed oggettivo sul piano tecnico ma forse “ingenuo” su quello comunicativo nel non prevedere le insidie del gioco mediatico.

Quindi si tratta di una normale selezione per rinoanalisti, termine tradotto nell'avviso - per trasparenza informativa - in “esaminatori di odori”, cioè una potenziale platea di valutatori o assaggiatori, che dir si voglia, operanti in laboratorio (di certo non nell’aria aperta), attraverso appositi strumenti. E quindi, potenzialmente, “annusatori” di miasmi, maleodoranze, tecnicamente definite “molestie olfattive”  o,  più volgarmente nel linguaggio comune,  “puzze” (diluite in frazioni negli olfattometri).

Nulla di particolarmente nuovo ed originale ma piuttosto l’applicazione di una pratica tecnica ben nota agli operatori di settore, anche in senso lato. Si pensi ad esempio, nel settore degli alimenti, ai “sommelier” formati per la valutazione delle caratteristiche organolettiche dei vini, agli assaggiatori degli oli - abilitati ed iscritti negli elenchi delle Camere di Commercio - a quelli dei profumi e delle fragranze odorose sino ai laboratori delle industrie agroalimentari e dolciarie (che talvolta utilizzano i propri dipendenti per svolgere queste prestazioni).

Quindi nulla di nuovo sotto il sole, se non il tecnicismo delle specifiche discipline. Certo il riferimento agli “annusatori” di potenziali miasmi, e quindi di “puzze”, si presta ad un naturale sorriso, alla facile battuta… suscitando una punta di spontanea e quasi inevitabile ironia, persino negli stessi operatori di settore!

Così la notizia è stata accolta e veicolata in modo quasi virale, acquisendo inusitato rilievo nell’informazione, correttamente riportata – sia pure con qualche titolo ad effetto e richiami nella prima pagina nazionale – dalla maggior parte delle principali e più serie testate di informazione. Tuttavia, in alcuni casi, dal comprensibile approccio scherzoso si è passati alla irritante banalizzazione e ridicolizzazione della notizia per pura ignoranza e disinformazione, se non peggio con finalità gratuitamente denigratorie e di strumentalizzazione politica.

E così i rinoanalisti da selezionare, per prestazioni occasionali di laboratorio (si è anche parlato del tutto impropriamente di assunzioni) sono stati trasformati - da alcuni media - in “cercatori di puzze”, sguinzagliati dall’Arpac e dalla Regione e vaganti sul territorio alla disperata ricerca di lezzi e fetori nauseabondi. Per giunta, dagli stessi media l’iniziativa dell’avviso, assunta dall’Agenzia nella sua piena autonomia tecnico-professionale, è stata impropriamente attribuita alla Regione Campania (del tutto incolpevole), e addirittura al suo Presidente, per evidenti finalità di mera ed ingiusta denigrazione.

Ci rammarichiamo per le banalizzazioni fuori luogo e per qualche immeritata denigrazione. Eppure, anche senza essere esperti, una semplice ricerca su internet avrebbe facilmente chiarito che la moderna olfattometria dinamica si basa sulla combinazione ed integrazione del metodo analitico-chimico con quello sensoriale-olfattivo - entrambi ovviamente praticati in laboratorio - con le loro caratteristiche diverse ma complementari. Ed invece si parla, si scrive – e quel che è peggio – si giudica di fatti tecnici senza nemmeno sapere di cosa si tratta, determinando tuttavia ingiusti (ancorché relativi) danni di immagine alle iniziative, oltre che alla oggettività della informazione.

A questo punto entrano in campo considerazioni più generali. Le molestie olfattive, miasmi e maleodoranze, puntiformi o diffuse – anche se non tossiche o nocive (come nella quasi generalità dei casi) – incidono pesantemente sulla qualità della vita e sul benessere della popolazione, oltre che sulla psicologia collettiva. Tali disturbi odorigeni contribuiscono in modo significativo ad alimentare la sindrome localizzativa cosiddetta “NImby”, e cioè la pregiudiziale contrarietà all’insediamento di ogni pur necessario impianto – soprattutto se inerente al ciclo dei rifiuti – anche se progettato in piena sicurezza ambientale ma di cui deve essere comunque  garantita e controllata la corretta gestione.

Ecco perché il tema dei cattivi odori, oltre alla sua oggettiva valenza, assume risvolti delicati  dovendosi orientare più che al generico monitoraggio dei miasmi diffusi nell'aria – di difficilissima individuazione e tracciabilità – al impegnativo controllo degli impianti potenzialmente impattanti (soprattutto del ciclo dei rifiuti). Questi onerosi e defatiganti compiti di controllo sono svolti da Arpac, in via ordinaria e programmata, su indirizzo e a supporto della Regione e degli Enti territoriali ma spesso, in via straordinaria, anche su richiesta e ad iniziativa delle Autorità inquirenti e degli organi di polizia da esse delegati.

Vi sono in Arpac competenze e professionalità specialistiche – da adeguare solo nella consistenza dell'organico, e quindi del numero – ma occorrono anche le necessarie risorse per potenziare le attrezzature strumentali, la sensoristica, le strutture di laboratorio certificate, da mantenere sempre aggiornate e ad un livello tecnologicamente avanzato.

Alcuni recenti finanziamenti della Regione ad Arpac per significative attività di progetto vanno nella direzione auspicata, come per lo sviluppo della analisi olfattometrica per rispondere ai sempre crescenti e stressanti fabbisogni di intervento, anche in sinergia scientifica con qualificati dipartimenti universitari. Il laboratorio di olfatometria costituisce un investimento progettuale, peraltro a costi molto contenuti, di sicura a valenza strategica, anche se i tempi tecnici di messa a regime non sono brevi. Peraltro la spesa prevista per la utile attività dei rinoanalisti risulta irrisoria, trattandosi di prestazioni occasionali ed a gettore (38 euro a sessione di circa tre ore).

Oggi in Italia il settore dell’olfattometria non è ancora puntualmente normato da limiti, soglie e valori di emissioni – espressi in termini numerici per unità odorimetriche – salvo le normative anticipatrici di poche Regioni ed attualmente, come per altri parametri ambientali, si fa riferimento a criteri e valori indicativi elaborati dalla letteratura scientifica. Tuttavia, a livello legislativo nazionale, si sta lavorando al varo di un’apposita e vincolante normativa sulle emissioni odorigine, che obbligherà enti ed agenzie ambientali a garantire puntuali campagne di misure e monitoraggi, con strumenti adeguati, rivolti soprattutto al controllo delle attività produttive potenzialmente impattanti.

Occorre considerare, inoltre, un elemento normativo recente ma assolutamente essenziale: l’art 272-bis, inserito innovativamente dal 2017 nel codice dell’ambiente (Tua-d.Lgs.152/06), che  prevede la possibilità di inserire nelle normative ed autorizzazioni regionali anche misure e prescrizioni relative alle emissioni odorigine degli impianti, che quindi dovranno essere oggetto di appositi controlli anche sotto tale aspetto. La Regione Campania, come prevede l'innovativo articolo 272-bis, ha già previsto nell'ambito di alcune autorizzazioni i limiti alle emissioni odorigene, che conseguentemente dovranno essere misurate e controllate.

Peraltro anche nelle valutazioni di impatto ambientale (Via) e nelle collegate verifiche di assogettabilità si sviluppano modellazioni per prevedere gli impatti olfattometrici dei progetti (relazione olfattometrica previsionale, analoga a quella acustica), ovviamente da verificare a valle nella fase di attuazione e di esercizio.

In recenti esperienze la nostra Agenzia, storicamente sottodimensionata rispetto ai numeri ed alle risorse di cui sono dotate sin dall'inizio le consorelle del Nord Italia, per svolgere delicate indagini olfattometriche ha dovuto richiedere il supporto di strutture tecnico-scientifiche del Nord Italia (come il polo di Pavia). Ora, secondo gli indirizzi e con il supporto finanziario della Regione, Arpac sta finalmente per dotarsi di un proprio laboratorio di olfattometria, ubicato presso il dipartimento di Caserta ed incardinato nell'area analitico-laboratoristica ma a servizio dell’intera Campania.

Ecco perché l’iniziativa di allestire, avvalendosi  anche del panel dei rinoanalisti per l'analisi sensoriale, il laboratorio per gli odori – che integra quello di biomonitoraggio (già da tempo operante per i pollini aereodispersi) –, pur senza alimentare aspettative illusorie, dovrebbe suscitare una più seria e meno banale considerazione per le potenzialità di maggiore tutela del benessere ambientale che può offrire ai cittadini.

*Direttore generale Arpac

 

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

DG3 Dolciaria

Geoconsult

Condividi


www.puhua.net www.darongshu.cn www.fullwa.com www.poptunnel.com