LAURO - Gli investigatori del Nipaf, il nucleo di polizia ambientale e forestale, in poche ore hanno identificato il presunto responsabile dell’incendio boschivo che è costato la vita all’operaio forestale Michele Ciglione, di 57 anni, originario di Quarto, un comune del Napoletano. Si tratta di un autotrasportatore di Nola, Giuseppe La Marca, 56 anni, proprietario del castagneto dal quale avrebbe preso avvio lo spaventoso rogo che ha interessato diversi ettari di bosco nel Vallo di Lauro, ai confini con la provincia di Napoli. L’incendio per poco non ha fatto anche una seconda vittima, un agente della forestale, Alberto Campanella, che è riuscito a trovare una via di fuga tra le fiamme e il fumo che invadevano l’area; ricoverato in ospedale, dopo le intense cure dei sanitari, ha potuto fare ritorno a casa.
A far concentrare i sospetti sul La Marca, accusato di omicidio colposo e incendio boschivo, contribuirebbero numerosi indizi. I rilievi eseguiti con la tecnica delle evidenze fisiche porterebbero al suo terreno quale luogo di origine delle fiamme; in poche parole avrebbe raccolto fogliame ed arbusti nella sua proprietà, con l’intento di fare pulizia in vista della prossima raccolta della castagne. Avrebbe acceso il fuoco e non sarebbe stato più in grado di controllarlo, in quanto, alimentate dal vento, in poco tempo, le fiamme avrebbero avvolto la vegetazione circostante. Il La Marca si sarebbe allontanato dal luogo dell’incendio, avvertendo con una telefonata il pronto intervento della forestale. Interrogato dagli inquirenti avrebbe sostenuto che le fiamme non sarebbero partite dalla sua proprietà, ma da un terreno adiacente. Però nel giustificarsi sarebbe caduto varie volte in contraddizione; da qui il fermo disposto dal Pm Maria Luisa Buono.
Numerosi gli attestati di vicinanza giunti alla famiglia della vittima, in particolare alla moglie, Concetta Bollente, anch’ella facente parte della squadra antincendio della Sma intervenuta per domare il rogo. La poveretta, infatti, era a poche decine di metri di distanza dal marito quando è accaduta la tragedia. Proprio da lei sono partite delle critiche circa i ritardi nei soccorsi al marito.




