BAIANO – L’unica cosa pulita le tovaglie e la biancheria di alberghi e ristoranti che si avvalevano del servizio di una lavanderia ubicata in un capannone del Baianese. Tutto il resto rigorosamente in nero. Dai lavoratori (7 su 10, sprovvisti di assicurazione), al capannone mai autorizzato per un’attività del genere e agli scarichi che immettevano abusivamente i residui chimici provenienti dal lavaggio direttamente nelle fogne del Comune senza alcun processo di depurazione. A scoprire quest’attività illecita i finanzieri della tenenza di Baiano, agli ordini del maresciallo Daniele.
Le Fiamme gialle, nell’ambito di una vasta attività di intelligence condotta per perseguire reati ambientali, appuntavano la loro attenzione su un capannone situato nel territorio del Comune di Baiano, adibito all’attività di lavanderia industriale. I cancelli della struttura erano sempre chiusi, ma in orari apparsi inconsueti ai militari, numerose persone accedevano presso l’impianto. Dopo alcuni giorni di appostamento i finanzieri decidevano di effettuare un blitz e scoprivano che il titolare della struttura era N.S., 57enne originario di Napoli, mentre il datore di lavoro era F.M., 41 anni, anche lui napoletano. Per entrambi è scattata la denuncia. Il capannone è stato sequestrato.




