LACEDONIA – Senza tregua la lotta all’evasione fiscale da parte della Guardia di finanza. Questa volta a finire nel mirino della Fiamme gialle un’impresa edile di Lacedonia al centro di un giro milionario di fatturazioni false relative ad operazioni inesistenti con società operanti nell’Italia centro-settentrionale. In particolare, le indagini condotte dagli uomini della polizia tributaria della tenenza di Sant’Angelo dei Lombardi agli ordini dei tenenti Luciano Maria Reale e Davide De Meo, quest’ultimo prossimo comandante della sede altirpina, su segnalazione della 2° compagnia della Guardia di finanza di Ravenna, hanno consentito di accertare, per gli anni d’imposta oggetto della verifica, vale a dire il 2006 e il 2007, un giro di fatture per operazioni inesistenti ammontante a quasi 3 milioni di euro.
Sono da considerate “oggettivamente” inesistenti quelle operazioni (ad esempio vendite di merci) che, nonostante non siano state, in tutto o in parte, poste in essere, risultano, comunque, regolarmente fatturate ed iscritte nei registri contabili dei vari soggetti contribuenti. Nel caso di specie, dunque, non è possibile ravvisare, tra le parti, alcuna cessione di beni o prestazione di servizi in quanto la fattura è finalizzata a rappresentare un’operazione che non esiste o verificatasi con importi differenti da quelli reali. I principali vantaggi connessi a tale pratica illecita sono da ricondurre alla possibilità di far figurare in contabilità costi inesistenti come reali, al fine di realizzare un decremento del reddito imponibile, e ad enfatizzare abbattimenti d’Iva in realtà non dovuti, in quanto motivati da un’indebita posizione creditoria portata in compensazione con l’Iva a debito maturata dall’impresa verso l’erario.
Nello specifico è stato possibile procedere al recupero nelle casse dell’erario di un maggior reddito pari a circa € 2.291.950,00 corrispondente a costi indeducibili indebitamente inseriti in dichiarazione ed una maggiore Iva indebitamente portata in compensazione, pari a circa € 458.390,00. La verifica fiscale si è conclusa con la contestazione nei confronti del responsabile della irregolare tenuta delle scritture contabili, della presentazione della dichiarazione dei redditi con dati infedeli, della presentazione della dichiarazione Iva con dati infedeli, nonché con la contestazione della illegittima detrazione dell’Iva.




