ARIANO IRPINO – È stato arrestato ad Ariano Irpino, ed associato presso la locale casa circondariale, il giovane di 24 anni che, d’accordo con il padre, pure finito in carcere un mese fa, maltrattava madre e sorella in nome di un presunto maschilismo ed una concezione a dir poco patriarcale della famiglia, con la donna sottoposta ad una eterna condizione di subalternità all’uomo e buona sola a fare i lavori domestici.
Ad eseguire l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emesso dal Gip del Tribunale di Verona su richiesta del Pm sono stati, in collaborazione con i colleghi di Ariano, i carabinieri della compagnia di Verona una volta avuta notizia della presenza del giovane, venuto a trovare alcuni parenti, nella città del Tricolle. Il 24enne è ritenuto responsabile di aver maltrattato la sorella e la madre, facendole oggetto di percosse, con pugni e schiaffi, anche sul volto, minacce e offese ogni qualvolta non si adeguavano alle sue richieste o volontà o quando chiedevano una sua collaborazione all’interno della casa e ciò perché convinto che i lavori domestici fossero per donne. Il ragazzo è stato arrestato a poco meno di un mese da quando i carabinieri di Verona arrestarono il padre, ritenuto responsabile di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate. L’uomo, in quella circostanza, si era scagliato dapprima contro la moglie ritenuta colpevole di non aver sbrigato le faccende domestiche a regola d’arte e poi, quando la figlia aveva provato a difendere la madre, aveva colpito la ragazza diciottenne, procurandole le fratture giudicate guaribili in 30 giorni.
La frattura, infatti, della parete anteriore del seno mascellare con minimo affossamento dei frammenti ed emoseno, la linea di frattura del pavimento del seno mascellare sinistro e la frattura delle ossa proprie del naso subite dalla figlia avevano spinto le due donne a chiamare il 112.
I militari dell’Arma accertarono che le percosse, consistenti in calci e pugni, sarebbero andate avanti per circa due anni e che l’uomo da sempre aveva impedito alla moglie e alla figlia di invitare gente minacciando di ucciderle unitamente agli ospiti. Proprio quell’ultima aggressione era scaturita dal fatto che il figlio maschio avrebbe detto al padre di non voler aiutare le donne perché le faccende domestiche non lo riguardavano. I carabinieri di Verona, da quel particolare, hanno avviato altri accertamenti, questa volta sul conto del figlio.
Dalle indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Verona, è emerso che il ragazzo avrebbe avuto una personalità dominante sulla figura paterna, sul quale avrebbe esercitato una forza istigatrice dei comportamenti vessatori. Il 24enne, inoltre, ogni qualvolta le donne di casa chiedevano aiuto per tenere l’appartamento in ordine, avrebbe istigato il padre dicendogli di non fornire collaborazione poiché le faccende domestiche sarebbero dovute essere svolte dalle donne; l’uomo, a dire del figlio, non si sarebbe dovuto far mettere i piedi in testa dalla moglie e dalla figlia.




