SAN MARTINO VALLE CAUDINA – Una telefonata ai carabinieri di San Martino è valsa, probabilmente, a sventare qualche azione criminosa nei confronti dei clienti della banca ubicata nella centralissima via Del Balzo. Erano le 9,30 circa quando nella caserma della cittadina della Valle Caudina è squillato il telefono. Due giovani, con atteggiamento sospetto – ha detto l’anonimo interlocutore al centralinista – si aggirano nei pressi dello sportello bancario. Intervenite. I militari della Benemerita prontamente si sono recati a bordo di due gazzelle presso l’edificio che ospita l’istituto bancario, piazzando le autovetture ai lati dello stabile.
Le due persone sospette, alla vista dei militi, si davano a una precipitosa fuga a piedi per le stradine del paese. Ma i carabinieri, sia pure con il fiatone – giacché erano appesantiti dai giubbetti antiproiettile e dalle mitragliette – in pochi minuti riuscivano a catturare entrambi i giovani malviventi. Addosso non avevano armi, circostanza, questa, che lascia presumere che non intendevano tentare una rapina, ma piuttosto alleggerire dell’incasso qualche cliente dello sportello bancario o dell’annesso bancomat, ponendo in essere un furto con destrezza o con altri metodi.
Condotti in caserma, i carabinieri hanno accertato che si trattava di due ragazzi, appena quindicenni, ospiti della casa famiglia del vicino Comune di Montesarchio, i quali – come ha dichiarato ai carabinieri il responsabile della struttura – a quell’ora dovevano essere a scuola e non certo a passeggiare, si fa per dire, per le stradine di San Martino.
Dalle indagini è risultato che i due coetanei hanno precedenti penali per reati contro il patrimonio. Uno dei due, residente nel Napoletano, era stato affidato alla casa famiglia dal Tribunale dei minorenni di Napoli proprio per i reati commessi. L’altro, invece, per questioni amministrative non avendo una fissa dimora, pur frequentando un Comune del Serinese. Nei confronti del primo ragazzo è scattata l’accusa di evasione, in quanto si è allontanato senza permesso dalla casa cui era stato assegnato. Processato per direttissima, il giudice lo ha riaffidato alla stessa struttura. Anche il secondo rumeno è stato nuovamente affidato alla casa famiglia di Montesarchio.




