AVELLINO – È stato catturato ed arrestato dai carabinieri uno dei quattro detenuti del carcere di Bellizzi Irpino evasi questa notte con il classico sistema del buco e delle lenzuola annodate con le quali si sono calati lungo il muro di cinta. I quattro evasi sono tutti detenuti della sezione “Giovani adulti” alloggiata al secondo piano del complesso carcerario di contrada Polverista, alla periferia del capoluogo irpino, tutti con alle spalle condanne piuttosto pesanti la più breve delle quali ha un fine pena all’anno 2028.
La scoperta della clamorosa evasione è avvenuta questa mattina al momento della conta e del controllo dei detenuti. Seconda una prima ricostruzione fatta dagli inquirenti i quattro hanno procurato un foro di uscita dal bagno della cella rimuovendo un intero blocco di mattoncini, poi si sono calati con un lenzuolo annodato. Raggiunto il muro di cinta, hanno posizionato un contenitore dell’immondizia sul quale hanno posato alcune pedane che hanno fatto da scala.
Immediate sono iniziate le ricerche con una vasta battuta estesa anche al di fuori del territorio provinciale. Infatti, i fuggitivi sono stati intercettai dagli uomini dell’Arma nel territorio della provincia di Potenza che, a bordo di un’auto rubato, hanno probabilmente raggiunto percorrendo la superstrada Avellino-Salerno, quindi la Salerno-Reggio Calabria fino allo svincolo che immette sulla superstrada per Potenza. Uno solo dei quattro evasi è stato arrestato mentre gli altri tre sono riusciti a darsi alla fuga. Si attendono sviluppi nelle prossime ore.
Aggiornamento del 12 dicembre, ore 12.41- AVELLINO – Questo il testo del comunicato stampa del segretario generale della Uil penitenziari, Eugenio Sarno: “La rocambolesca evasione messa in atto da quattro pericolosi delinquenti, ristretti alla Casa Circondariale di Avellino, non può non generare preoccupate riflessioni sull’evento odierno, ma più in generale sulle criticità operative che oberano, sino a portarlo alla completa inefficienza, il sistema penitenziario italiano.
Purtroppo se l’Amministrazione Penitenziaria Centrale avesse raccolto il grido di allarme che più sindacati avevano lanciato, in tempo e per tempo, sul carcere di Bellizzi Irpino oggi, forse, non saremmo nelle condizioni di commentare una notizia così grave.
A questo punto vogliamo auspicare che il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap) apra una immediata inchiesta per accertare le evidenti responsabilità che potrebbero essere in capo al Comando di Reparto della polizia penitenziaria e alla Direzione del carcere irpino.
Le modalità dell’evasione inducono a pensare ad un gesto organizzato e preordinato e non escludono complicità esterne. Il vulnus in relazione ai controlli di sicurezza operati all’interno del carcere, quindi, è evidente. Pur non sottacendo i nefasti effetti prodotti dal depauperamento degli organici della polizia penitenziaria è pur vero che l’eclatanza e le modalità dell’evasione non possono essere minimizzati da alibi di comodo. L’auspicio della Uil Penitenziari, dunque, è che gli accertamenti delle responsabilità non si limitino al solo agente in servizio in sezione ma anche ai livelli più alti della catena di comando: dal Coordinatore del reparto, al Comandante al Direttore.Anche la circostanza che i quattro, pur in presenza di elevati fine pena, siano stati ammessi a lavori interni riteniamo vada opportunamente investigata. Per senso di verità appare opportuno, comunque, sottolineare come il muro di cinta della casa Circondariale di Bellizzi Irpino da anni fosse sprovvisto di sorveglianza armata, causa l’inagibilità strutturale dello stesso e che la cosiddetta sala regia è dotata di un sistema di video sorveglianza inadeguato ed obsoleto. In questo quadro di inefficienza solo un miracolo, che evidentemente non si è realizzato, avrebbe potuto consentire alla pattuglia automontata (composta da una sola unità di p.p.) di essere al posto giusto al momento giusto per evitare l’evasione”.




