AVELLINO – Diffuso dall’Uilpa penitenziari un comunicato stampa a commento delle dichiarazioni del vice capo del Dap (Dipartimento amministrazione penitenziaria), Luigi Pagano, il quale ieri aveva detto che “l’evasione dalla casa circondariale di Avellino, pur nella oggettiva gravità del fatto, non può determinare una presa di distanza del Dap dalle realtà periferiche della nostra amministrazione, risolvendosi esclusivamente in una ricerca di possibili errori e/o omissioni in capo a singoli operatori”. “Le responsabilità dell’accaduto - aveva continuato Pagano - sono ancora tutte da accertare, ma l’amministrazione penitenziaria, nella sua interezza, esprime vicinanza a tutto il personale che opera nell’istituto di Avellino, evidenziandone la professionalità e l’impegno profuso con sacrificio e senso del dovere. Se il sistema penitenziario nel suo complesso tiene, nonostante il grave indice di sovraffollamento e una sensibile flessione delle risorse - aveva aggiunto Luigi Pagano - si deve alla capacità e al senso di responsabilità dei nostri operatori, nella straordinaria qualità del lavoro reso che non può essere messo in discussione neppure dopo accadimenti del genere.”
“Le parole di vicinanza espresse dal vice capo del Dap. Luigi Pagano - risponde Eugenio Sarno, segretario generale dell’Uilpa penitenziari - con il riconoscimento dell’impegno profuso dal personale che opera nella casa circondariale di Avellino non possono non trovare la massima condivisione da parte della Uilpa penitenziari e del suo segretario generale che esprime grande soddisfazione per la cattura di tutti e quattro gli evasi.” “Epperò – prosegue Sarno – proprio l’amministrazione penitenziaria ai suoi massimi livelli è chiamata al dovere di restituire a quel personale condizioni di serenità lavorativa, da tempo particolarmente alterata”.
Sarno, senza perifrasi, ricorda al vice capo del Dap come “la stessa amministrazione penitenziaria abbia, attraverso le conclusioni di una ispezione dipartimentale, decretato la necessità di destinare ad altro incarico l’attuale dirigente della casa circondariale e un suo diretto collaboratore della polizia penitenziaria. “Sebbene siano trascorsi diversi mesi da quell’accertamento ispettivo - sottolinea il segretario generale della Uilpa penitenziari - sia l’una che l’altro sono rimasti ai propri posti di comando”.
Sarno aggiunge che neppure avvenimenti come l’evasione di quattro detenuti possono mettere in discussione le capacità e il senso di responsabilità del personale di quel penitenziario, personale al quale, però, devono essere restituiti serenità, trasparenza e motivazione. “Al di là delle responsabilità oggettive e soggettive che si appalesano in relazione al grave episodio occorso, per senso di verità non si possono dimenticare (e sottacere) – conclude Sarno – i tanti eventi critici succedutosi nel tempo alla casa circondariale di Avellino che testimoniano, al di là dell’anomala lunghezza di una dirigenza protrattasi per oltre vent’anni, la necessità di una svolta gestionale, amministrativa e operativa.”




