AVELLINO – Tre giovani furfanti, tutti minorenni all’epoca dei fatti, di origine rumena, ma da diversi anni residenti nell’hinterland avellinese erano diventati un’autentica ossessione per un supermercato avellinese e per i suoi dipendenti. I carabinieri, dopo accurate indagini durate alcuni mesi, sono riusciti a identificarli e a trarli in arresto, in esecuzione di un’ordinanza emessa dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale per i minorenni di Napoli.
Il terzetto (18, 16 e 15 anni) si sarebbe reso responsabile di una serie di reati, commessi a partire dal giugno dell’anno scorso, ai danni di un noto supermercato ubicato nel cuore di Avellino. La prima tappa del loro lungo raid inizia il 16 giungo 2012. Entrano nel supermercato, rubano merce dagli scaffali e, scoperti da un dipendente, lo aggrediscono a calci e pugni guadagnando l’uscita. Trascorre poco più d’un mese e il trio si presenta nuovamente nel supermercato. Invitati a uscire da un dipendente dell’esercizio minacciano di spararlo. ”Ti sfregeremo l’automobile”, aggiungono. Quest’ultima minaccia viene eseguita puntualmente, giacché il dipendente trova la sua vettura graffiata su entrambe le fiancate.
Clienti ormai affezionati del supermarket, si presentano nuovamente a novembre scorso. Sorpresi a razziare nei corridoi del negozio, aggrediscono con violenti calci alle gambe un commesso. Il poveretto deve far ricorso alle cure dei sanitari che lo giudicano guaribile in 10 giorni. “Te la faremo pagare,” avevano aggiunto i tre giovani malviventi. I quali il giorno appresso si avvicinano nuovamente con fare minaccioso al dipendente del supermercato, chiedendogli se i calci ricevuti il giorno prima fossero stati sufficienti o e se ne avesse voluti ancora. Secondo una stima effettuata dai responsabili dell’esercizio, i tre giovani lestofanti avrebbero rubato nei loro raid delinquenziali merce per almeno 40 mila euro.
Tutti e tre i malviventi hanno ricevuto un’ordinanza di arresto; uno, divenuto nel frattempo maggiorenne, è stato raggiunto dal provvedimento di carcerazione nel penitenziario di Bellizzi (essendo già detenuto per altri motivi). Un altro era affidato alla casa famiglia – comunità “Amistà” e il terzo era assolutamente libero. Ora questi due minorenni sono stati accompagnati al centro di prima accoglienza per minori Colli Aminei di Napoli.




