ARIANO IRPINO – Articoli tutti rigorosamente “made in Napoli”, ma smerciati con i marchi delle più prestigiose griffes mondiali: Louis Vuitton, Prada, Dior, Fendi, Cavalli, Gucci, Valentino, Dolce & Gabbana, Armani, Guess, Burberry, Paciotti, Ferrè, Puma, Alviero Martini. L’ultima boutique, si fa per dire, era in attività al mercato rionale di Ariano Irpino. Lì un ambulante vendeva a prezzi stracciati capi di abbigliamento, borse, pochette, cinture, ecc. delle più note marche. I finanzieri del Tricolle al comando del sottotenente Domenico Pirrò - che in questi giorni hanno intensificato i controlli per contrastare la contraffazione e tutelare, quindi, i commercianti onesti - fingendosi frequentatori del mercato, non tardavano a scoprire una bancarella il cui titolare vendeva prodotti abilmente falsificati, mescolati con capi di abbigliamento usati. Dagli accertamenti risultava che a rifornirlo era un “grossista” – anche questa volta, si fa per dire – di Cercola, in provincia di Napoli. Nel Comune partenopeo in alcuni capannoni estesi per circa mille metri quadrati, i finanzieri di Calsanuovo, competenti per territorio, insieme ai colleghi del Tricolle, rinvenivano tra le balle di indumenti di seconda mano numerosi capi di abbigliamento ed accessori nuovi contraffatti, occultati in sacchi di iuta e di manifattura identica a quella, esposta per la vendita, nel mercato settimanale di Ariano Irpino. Tra la merce sequestrata (in tutto 276 capi), anche calzature per bambini ed accessori per donna. Tra i cassoni di indumenti usati, erano nascosti pure 600 metri quadri di stoffa e di pellame in rotoli con marchi abilmente contraffatti, pronti per confezionare accessori di abbigliamento .
I militari hanno sequestrato tutta la merce, mettendola a disposizione della magistratura . Sono stati denunciati alla Procura della Repubblica per detenzione e vendita di beni con marchi contraffatti sia l’ambulante, M.E., di 32 anni, nato a Torre del Greco ma residente ad Ariano, sia il suo fornitore, B.G., 36enne nato a Napoli e residente ad Ercolano.
Il comando provinciale delle Fiamme Gialle, in una nota, pone in evidenza che il mercato parallelo delle merci contraffatte, rappresenta circa il 10% del commercio internazionale e l’Italia, con in testa la Campania, vanta il non invidiabile primato di essere il primo paese europeo di beni contraffatti, sia come consumatore sia come produttore. Nel settore della moda, la contraffazione procura un giro d’affari di oltre 15 miliardi di euro, vale a dire, un quinto della produzione nazionale, e registra forti tassi di crescita, soprattutto, nel settore degli accessori e della pelletteria, provocando ingenti danni economici alle aziende oneste, danni che si sommano a quelli sociali derivanti dalla mancato rispetto nelle fabbriche del falso delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, nonché dall’assenza di coperture assicurative e previdenziali per i lavoratori impiegati in queste produzioni illecite.




