FRIGENTO – Le Fiamme Gialle della tenenza di Sant’Angelo dei Lombardi, a seguito di indagini coordinate dalla locale Procura della Repubblica, hanno fatto scattare le manette ai polsi di un imprenditore di 65 anni di Frigento: il reato contestato è quello di estorsione continuata. Questo industriale del settore tessile in sostanza disattendeva le norme contrattuali in materia di retribuzione dovuta ai dipendenti. Li sottopagava (addirittura 3 euro a ora), non riconosceva loro gli straordinari né le prestazioni effettuate in giorni festivi. Alle donne in maternità corrispondeva somme forfetarie, inferiori a quelle dovute per legge. Chi aveva optato per il part-time doveva comunque lavorare per l’intera giornata. In cambio, però, pretendeva che i lavoratori firmassero buste paga per importi superiori a quelli effettivamente erogati. Chi non accettava le clausole vessatorie da lui imposte perdeva il posto di lavoro. In una realtà economicamente malandata, qual è quella dell’Altirpinia, peraltro aggravata dalla attuale avversa congiuntura, i lavoratori finivano spesso col soggiacere a queste condizioni capestro. Ma i finanzieri, a seguito di attenti e scrupolosi accertamenti, hanno scoperto come erano regolati effettivamente i rapporti di lavoro presso quell’opificio e effettuavano una circostanziata denuncia alla Procura. Da qui l’arresto dell’imprenditore.
“L’importante operazione non vuole rappresentare un unicum – si legge in un comunicato del comandante provinciale della Guardia di Finanza di Avellino, col. Catalano – ma costituire anche un solido punto di partenza per l’espletamento di ulteriori attività di indagini affinché tali situazioni possano essere definitivamente stigmatizzate e ricondotte alla legalità”.




