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    18/04/2026

Dopo la sorella tentò di uccidere anche il fratello, nuova ordinanza di arresto per un pregiudicato di Montoro

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Cronaca_ccmacchina.jpgAVELLINO – Dovrà rispondere di tentato omicidio aggravato Alfonso D’Aponte, il pregiudicato di Montoro Inferiore cui, questa mattina, presso la casa circondariale di Belizzi Irpino dove è detenuto, è stata notificata un’ordinanza applicativa della misura cautelare della custodia in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Avellino, Giovan Francesco Fiore, in accoglimento della richiesta del pm della Procura della Repubblica di Avellino, Maria Luisa Buono.

Le indagini che hanno portato all’odierno provvedimento hanno origine dall’arresto in flagranza del D’Aponte e dei suoi fratelli, Lucio ed Antonio, avvenuto lo scorso dicembre a Montoro Inferiore. In quell’occasione, i carabinieri della locale stazione, ricevuta la segnalazione di una violenta lite in atto tra fratelli presso la stazione ferroviaria, erano intervenuti sul luogo. In un primo momento l’evento era apparso come una rissa tra fratelli scoppiata per futili motivi. Le successive indagini, svolte sia con l’ausilio di attività tecniche che dall’individuazione e dall’escussione di tutti i possibili testimoni, nonché da una minuziosa ricostruzione della scena del crimine, hanno permesso, invece, di individuare il reale motivo per cui era scoppiato il litigio tra i tre fratelli e la dinamica dell’evento. In effetti non si sarebbe trattato di una rissa tra i tre fratelli, ma di un tentativo di omicidio di Alfonso nei confronti del fratello Lucio che, solo per un caso fortuito, veniva salvato dall’intervento dell’altro fratello, Antonio, trovatosi a passare per caso nel luogo dove si stava consumando il reato. Motivo dell’aggressione sarebbe da far risalire ad una pretesa ereditaria dell’assalitore nei confronti dei suoi familiari. Il giorno dell’aggressione il Alfonso D’Aponte si trovava a Montoro Inferiore poiché aveva ottenuto il permesso di lasciare per qualche giorno il carcere dove si trovava ed attualmente si trova detenuto dovendo scontare una pena definitiva per l’omicidio della sorella Anna, all’epoca diciottenne, avvenuto nel 1997 (evento per cui è stato condannato alla pena di 18 anni di reclusione inflitta dalla Corte di Appello di Napoli il 12 luglio del 2000).

 

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