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    18/04/2026

Vallata: sfondano la vetrina e saccheggiano una gioielleria durante la processione, presi in tre

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Cronaca_polizia_e_carabinieri.jpgVALLATA – Brillante operazione di carabinieri e polizia che, grazie anche alla preziosa collaborazione di alcuni cittadini, hanno fatto scattare le manette ai polsi di tre giovani pugliesi, protagonisti di una rapina ai danni di una gioielleria di Vallata. Il colpo era stato ben studiato. I rapinatori avevano scelto non a caso il giovedì santo, ben sapendo che l’intero paese partecipa ai riti rievocativi della morte di Cristo. Nel centro della Baronia, infatti, c’era tantissima gente (anche numerosi fedeli provenienti dai paesi vicini); il che avrebbe giocato a favore dei lestofanti che, una volta compiuto il colpo, avrebbero potuto confondersi tra la folla. Autori dell’azione criminosa tre o quattro persone. Uno dei delinquenti, fingendo di essere un cliente, si fa aprire dal titolare del negozio. Appena entrato, intima al gioielliere di consegnargli danaro e gioielli. Ma il proprietario dell’esercizio non si lascia intimorire, ingaggia una colluttazione col bandito; ha la meglio e riesce a guadagnare l’uscita da una porta posteriore del negozio, lasciando chiuso all’interno lo sprovveduto rapinatore. Il gioielliere, appena fuori, dà l’allarme; alcuni compaesani, accorsi sul posto, allertano, tramite il 112 e il 113, carabinieri e polizia. Nel frattempo due complici del rapinatore con un’autovettura sfondano la vetrina. Arraffano monili e gioielli. Ma l’impresa criminale è interrotta dall’arrivo dei  militari della locale stazione dell’Arma, che stavano a poche centinaia di metri di distanza in quanto presenziavano alla cerimonia religiosa. A loro si unisce anche un agente della Polizia di Stato di Sant’Angelo dei Lombardi. Quest’ultimo, libero dal servizio, era stato contattato da una telefonata dei colleghi del commissariato che lo informavano dell’accaduto. Due dei tre rapinatori venivano immediatamente bloccati. Si tratta di due trentenni di Cerignola, già noti alle forze dell’ordine per precedenti specifici. Iniziava la caccia al terzo. Le ricerche, condotte insieme da polizia e carabinieri, consentivano di ritrovare, dopo poco tempo, l’autovettura utilizzata per la rapina, una Lancia Lybra rubata in mattinata a Canosa di Puglia. Era stata abbandonata a una manciata di chilometri dal paese. Probabilmente lì c’era pronta per la fuga un’altra automobile, con il quarto complice. Poche ore più tardi, grazie anche al prezioso aiuto di alcuni testimoni, è identificato e arrestato il terzo componente della banda, un ventenne pure lui di Cerignola. L’intera refurtiva, del valore di oltre 50 mila euro, è stata interamente recuperata e riconsegnata al proprietario.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Ariano Irpino, proseguono per identificare il quarto malfattore. Intanto i tre malviventi catturati, con provvedimento del procuratore capo D’Emmanuele, sono stati associati al carcere di Ariano. Per loro l’accusa è di rapina aggravata in concorso.

 

 

 

 

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