SERINO – Le studiano tutte pur di danneggiare i rivali: la concorrenza sleale, soprattutto in questo periodo di crisi, tra i numerosissimi esercizi di ristorazione in attività nel Serinese, una delle zone turistiche più frequentate della nostra provincia soprattutto da visitatori provenienti dal Salernitano e dal Napoletano, all’approssimarsi della primavera e dei primi caldi estivi, è all’origine con ogni probabilità del barbaro e incivile episodio verificatosi lungo la strada provinciale che conduce all’area turistica del monte Terminio. Qui, infatti, da parte di ignoti, nel corso della notte, all’altezza del km 8,500, sono stati abbattuti ben 16 alberi di faggio e posti di traverso in mezzo alla carreggiata così da impedire qualsiasi forma di circolazione. Sul posto, una volta scattato l’allarme, sono giunti nelle prima mattinata i carabinieri della stazione di Serino che, a loro volta, hanno chiesto l’intervento dei vigili del fuoco di Avellino i quali provvedevano al taglio ed alla rimozione dei pesanti tronchi. Lavoro finito? Niente affatto perché dopo qualche tornante, un po’ più in cima, esattamente al km 11,500, sono state trovate altre otto piante in mezzo alla carreggiata. Stessa cosa un paio di chilometri dopo dove sono stati trovati altri cinque alberi abbattuti. Una trentina di alberi distrutti con un danno per l’ambiente di notevoli proporzioni. Tutto questo per impedire alle centinaia di turisti che arrivano in Irpinia in occasione del 1 maggio, Festa dei lavoratori, di raggiungere i ristoranti ubicati in alta montagna costringendoli a fermarsi in quelli a valle. Una concorrenza, dunque, portata avanti a colpi bassi, anzi a colpi di alberi abbattuti, peraltro di proprietà del demanio dello Stato, e non di piatti succulenti, da guinnes dei primati, da sottoporre al palato dei turisti o, perché no, come pure avveniva in passato, al giudizio di qualche guru della ristorazione con successiva segnalazione in qualche guida specializzata. Da notare che anche negli anni scorsi si sono registrati simili episodi, sempre in occasione delle festività primaverili: una delle tecniche adottate per attuare questa sorta di sabotaggio da ristorazione era stata quella di lasciare lungo la strada che porta sul pianoro del Terminio chiodi a tre punte al fine di perforare le ruote delle auto e lasciare in panne i malcapitati turisti.
Il lavoro di rimozione e di messa in sicurezza della zona, coordinato da carabinieri e vigili del fuoco, in collaborazione con boscaioli, Protezione civile, operai della Provincia e vigili urbani, si è protratto dalle 7.00 di questa mattina fino alle 12.30.




