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    18/04/2026

Farmacia nei guai per truffa: rimborsi gonfiati, maxi sequestro di medicinali scaduti

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b_300_220_15593462_0___images_stories_gdf_gdf.jpgAVELLINO – Il meccanismo escogitato da un farmacista dell’hinterland avellinese per gonfiare i rimborsi di farmaci da parte dell’Asl era semplice. Qualche medico compiacente compilava ricette, il farmacista le completava con le fustelle staccate da confezioni di farmaci (mai consegnate ai pazienti ) e le presentava all’azienda sanitaria per ottenerne il rimborso. I medicinali privati del tagliando del prezzo venivano rifustellati e posti di nuovo in commercio, poco importa se fossero nel frattempo scaduti. A scoprire l’ingegnosa truffa sono stati i finanziari di Avellino, insieme con alcuni ispettori dell’Asl di Avellino, i quali, recatisi presso la farmacia per un controllo, hanno scoperto migliaia di confezioni prive delle fustelle. Tra i medicinali reperiti numerose scatole di farmaci particolarmente costosi, il cui prezzo talvolta supera i 250 euro  a confezione: antitrombolitici, farmaci per malattie renali, medicine per immunizzare i bambini, antipertensivi. Uno spreco di denaro pubblico enorme: basti pensare all’elevato costo unitario di molti farmaci rinvenuti, tra i quali “Arixtra” (antitrombotico, somministrato per evitare coaguli di sangue), per il quale il Sistema sanitario nazionale rimborsa ben 217 euro per confezione, oppure, il più costoso “Renvela” (medicinale per curare le disfunzioni renali), per il quale viene restituita la cifra di 259 euro, oltre che tantissime confezioni di “Valsartan” (usato nella cura dell’ipertensione), i cui costi oscillano in un “range” tra i 40 ed i 60 euro. E, come se non bastasse, in prossimità dei medicinali esposti per la vendita, i finanzieri hanno trovato numerose confezioni di farmaci scaduti da tempo, che, qualora inavvertitamente venduti, avrebbero potuto nuocere gravemente alla salute di ignari cittadini. Nella lunga lista dei farmaci scaduti, figurano, solo per citarne alcuni, confezioni di “Aranesp” (farmaco per curare l’anemia), il “Dilzene” (per il trattamento dell’ipertensione e dei postumi da infarto), il “Buccalin” (vaccino polibatterico somministrato per l’immunizzazione dei bambini), il “Mircera” (prescritto agli anemici) ed il “Methergin” (usato per i parti per ridurre le emorragie nel distacco della placenta). Insomma, le Fiamme gialle hanno trovato di tutto. Ora i militari e gli ispettori dell’azienda sanitaria stanno quantificando l’ammontare della truffa che appare davvero consistente a giudicare dal quantitativo di confezioni defustellate trovate nel retrobottega della farmacia. Le indagini proseguono sotto la direzione del Procuratore capo della Repubblica di Avellino, Rosario Cantelmo per  definire alcuni aspetti della vicenda e le responsabilità dei diversi soggetti coinvolti nella truffa ai danni del Servizio sanitario nazionale.

Questa brillante operazione condotta dalla Guardia di Finanza fa seguito alla precedente portata a termine meno d’un anno fa, denominata Apollo, che consentì di scoprire la prescrizione di farmaci a pazienti deceduti e l’incasso da parte di qualche medico di base di indennità per l’assistenza a persone emigrate o addirittura defunte.

 

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