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    18/04/2026

Traffico di cocaina tra Napoli e Ariano Irpino, sgominata banda di spacciatori

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Il colonnello Giovanni Catalano e il procuratore Luciano D'EmmanueleARIANO IRPINO – Ancora una brillante operazione dei carabinieri per contrastare lo spaccio della droga in provincia. Questa volta nella rete tessuta con arguzia e pazienza dai militari sono finite 4 persone, due spacciatori di Ariano Irpino e due pusher di Napoli. I due arianesi, padre e figlio di 61 e 21 anni, collocavano la cocaina nella città del Tricolle e dintorni, smerciandola a insospettabili professionisti e commercianti della zona. I due giovani pusher, rispettivamente di 20 e 30 anni, li rifornivano. Gl’incontri avvenivano nelle vicinanze della stazione centrale del capoluogo partenopeo. Qui i due irpini facevano la provvista, si fa per dire, occultando la droga abilmente nella loro automobile per trasportarla nell’Arianese. Ma la circostanza non è sfuggita ai militari dell’Arma  di Avellino – che si sono avvalsi della collaborazione dei colleghi di Napoli e di unità cinofile di Pontecagnano, in provincia di Salerno –  giacché li tenevano da tempo sotto controllo perché insospettiti dall’elevato tenore di vita condotto da padre e figlio (di recente avevano acquistato anche una fiammante auto coupé) e dai loro continui spostamenti nella città partenopea.

Coordinati nelle indagini dal Procuratore della Repubblica di Ariano Irpino, Luciano D’Emmanuele,  con pedinamenti, accertamenti e  con l’utilizzo di sofisticate attrezzature tecniche i carabinieri, acquisendo prove inoppugnabili dell’illecito commercio, li incastravano. I due spacciatori avevano subodorato  di essere nel mirino delle forze dell’ordine, tant’è che, insospettiti, avevano fatto addirittura controllare la loro automobile per accertare l’eventuale presenza di “cimici”.  Le conversazioni tra di loro, poi, avvenivano utilizzando una sorta di linguaggio cifrato: incontriamoci per un caffè, prendiamo una birra insieme, pagami la fattura, ci vediamo al ristorante, ecc. Ma gl’investigatori davano a queste frasi, apparentemente innocenti, il giusto significato: spacciatori e pusher, quindi sono stati presi con le mani nel sacco in quanto trovati in possesso di diverse dosi di cocaina purissima. Il quartetto è stato raggiunto da un provvedimento di custodia cautelare (arresti domiciliari) emesso dal Gip del Tribunale arianese.

 

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