AVELLINO – Gli uomini della forestale si sono recate presso l’ex Isochimica - fabbrica sottoposta a sequestro per le note gravissime vicende di inquinamento ambientale - giacché avevano ricevuto segnalazione che l’ingresso dell’opificio risultava aperto, sicuri di dover indagare ancora una volta sull’ennesimo furto di rame perpetrato in capannoni industriali ubicati in provincia e invece hanno ritrovato il cadavere di un uomo penzolante dal soffitto di uno dei locali. Si tratta di Pellegrino Leo, un giovane camionista di Sant’Angelo a Scala, di 35 anni, scomparso da casa nell’aprile scorso. Tutte le ricerche effettuate – della sua sparizione se n’era occupata anche la nota trasmissione televisiva Chi l’ha visto? - erano risultate vane, anche se negli inquirenti aveva preso crescente consistenza l’ipotesi del suicidio poiché l’uomo aveva lasciato alla moglie un biglietto in cui annunciava il suo proponimento di farla finita. Perché abbia scelto la fabbrica della morte per porre fine ai suoi giorni resta però un mistero. Certo nessuno poteva immaginare che per togliersi la vita avrebbe scelto quella fabbrica maledetta dove la scoibentazione dell’amianto delle carrozze ferroviarie ha causato già numerosi morti e altri potrà causarne in quanto sono numerose le persone venute a contatto con il micidiale materiale. Ritornando al rinvenimento del corpo dell’autista, pur se sembra che non ci siano dubbi che si tratti di suicidio, la conferma dovrà venire dall’autopsia; sarà eseguita nei prossimi giorni. L’identificazione è stata effettuata grazie al rinvenimento della carta di identità nelle tasche degli abiti indossati dal poveretto, in quanto il corpo era in avanzato stato di decomposizione.




