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    18/04/2026

Coltivavano in montagna piante di canapa indiana: arrestati due giovani di San Martino Valle Caudina

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La piantagione scoperta dai carabinieriSAN MARTINO VALLE CAUDINA – Nuovo duro colpo inferto dai militari del Comando provinciale dei carabinieri di Avellino nell’ambito della lotta contro la produzione, il traffico e l’uso delle sostanze stupefacenti. I carabinieri della stazione di San Martino Valle Caudina hanno tratto in arresto, nella serata di ieri, due giovani ventiduenni del posto, di cui uno incensurato e l’altro pregiudicato, con una denuncia penale dello stesso tipo contestatagli proprio dagli uomini dell’Arma del piccolo centro della Valle Caudina circa 2 anni orsono. Il reato contestato ai giovani, in concorso tra loro, è quello previsto e punito dall’articolo 73 del Dpr 309/90 (il testo unico sulle sostanze stupefacenti e psicotrope), che contempla proprio la produzione di sostanze stupefacenti che, in questo caso, si concretizzava in ben 10 piante di cannabis indica, ch’erano state piantate in uno scosceso e tortuoso anfratto del monte Mafariello.

Non è stato semplice per i militi portare a termine l’operazione visto che la piantagione era stata collocata proprio in mezzo alla montagna, in una zona del monte Mafariello denominata contrada “Ciesco-Melelle”, ove era necessario percorrere a piedi oltre un km di aspra montagna, per giunta fuori da sentieri convenzionali. L’operazione è di fatto scattata il 1° luglio, quando i carabinieri di San Martino hanno avuto sentore della presenza della piantagione. Per prima cosa, i militari hanno eseguito un sopralluogo della zona costatando – dopo non certo facili percorsi lungo i pendii della montagna – l’effettiva presenza di dieci piante di cannabis indica, già alte circa un metro e ancora in crescita, coltivate peraltro in una zona di terreno ben curato e dissodato, privo di erbe infestanti e delineato con alcuni tronchi di albero. La zona si presentava umida come se fosse stata da poco annaffiata e nelle immediate vicinanze vi erano alcuni alberi con dei rami tagliati di netto, operazione di certo praticata ad hoc per permettere alla luce solare di giungere alle medesime piante, che erano chiaramente circondate da alberi ad alto fusto.

Scattava a questo punto un piano di osservazione, controllo e pedinamento al fine di identificare i responsabili della coltivazione con l’utilizzo anche di abiti mimetici e appostandosi ne pressi dei vari sentieri montuosi e lungo la strada, non battuta o segnata, che portava nella zona della piantagione.

L’epilogo si è avuto verso le ore 19.30 di ieri allorquando i militari della stazione di San Martino Valle Caudina hanno finalmente notato due ragazzi, di circa vent’anni, che s’incamminavano per il sentiero montano che porta alla piantagione con al seguito due taniche d’acqua e altri oggetti per la coltivazione del terreno. Avuta la certezza che i due giovani stavano prendendo proprio la direzione della piantagione, uno dei carabinieri ha iniziato a seguirli in maniera nascosta e defilata, osservando ogni loro azione, avvertendo contemporaneamente via radio gli altri commilitoni, già appostati nei pressi della piantagione, dell’imminente arrivo dei due soggetti sospetti

I due giovani, giunti dinanzi alla piantagione di cannabis e del tutto ignari di esser stati pedinati e di essere in quel momento osservati, iniziavano indisturbati le loro operazioni di pulizia e annaffiamento del terreno, aiutandosi con una spatola e una falce, preoccupandosi di controllare con cura il livello di crescita delle piantine,  con particolare attenzione all’’impollinamento e alle efflorescenze (dalle quali si ricava chiaramente lo stupefacente). A quel punto, i militari balzavano fuori dai luoghi ov’erano appostati, bloccavano i due giovani che venivano immediatamente identificati.

Mentre una pattuglia provvedeva a condurre i due giovani in caserma, altri militari procedevano ad estirpare le piante dal terreno, sottoponendole a sequestro probatorio. Inoltre, durante le successive attività di perquisizione presso le abitazioni, a casa di uno dei giovani veniva pure rinvenuto un cosiddetto “tritino”, utilizzato proprio per la preparazione delle canne. Inoltre, per avere anche la certezza tecnica che le piantine rinvenute fossero davvero capaci di produrre dello stupefacente, si procedeva sia all’esame al “narco-test” che alla consulenza di un agronomo, il quale non solo confermava senza ombra di dubbio che si trattasse di piante del genere “cannabis indica”, ma aggiungeva anche che il persistente e penetrante odore da esse emanato era un chiaro e inequivocabile segno dell’alta percentuale di “cannabinoidi presente nelle stesse”.

In accordo con il sostituto procuratore di turno presso la Procura della Repubblica di Avellino, dott.ssa Teresa Venezia, i due 22enni venivano tratti in arresto e, al termine delle formalità di rito, accompagnati presso la casa circondariale di Bellizzi Irpino, ove dovranno permanere in attesa del rito di convalida e le successive procedure legate al processo penale cui dovranno esser sottoposti.

Nella mattinata di domani il laboratorio di Analisi scientifiche dei carabinieri di Salerno effettuerà le indagini merceologiche sulle piantine per stabilirne principio attivo e dosi ricavabili, ma già è certo che i due giovani volevano ricavarne sia marijuana dalle foglie che hashish, vista la presenza di due piante femmine dalla cui infiorescenza si origina l’hashish.

 

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